martedì 27 gennaio 2015

la memoria

finche al mondo ci sarà anche solo una persona che pensa che una vita valga meno di un'altra, il pericolo che accada di nuovo sarà sempre lì, dietro l'angolo.


lunedì 26 gennaio 2015

brutto comunista posseduto dal demonio..

Alexis Tsipras ha giurato da premier ma non nelle mani dell'arcivescovo ortodosso come da prassi, spiegando che intende essere il premier di tutti i greci e non solo dei credenti ortodossi. 
Perchè una cosa così normale mi suona come pura fantascienza? Forse perchè sono italiano?


domenica 25 gennaio 2015

συγχαρητήρια και τις καλύτερες ευχές

Saluto il trionfo di un uomo elegante, pacato e coraggioso.
Non sto esultando in modo scomposto e del tutto fuori luogo come sta facendo l'impresentabile frazzumaglia anti-euro su Twitter.
Io sono tra i pochi italiani che Tsipras l'ha votato alle ultime europee. 
Loro non credo proprio. 



Tsipras trionfa. Salvini esulta. Yup.

fermento piuttosto incomprensibile su Twitter dei miserabili della politica italiana tipo Salvini e perfino qualche lacchè renziano per il trionfo di Tsipras in Grecia.
Forse sarà il caso che qualcuno ricordi a sti ceffi che Tsipras, che pure ha promesso qualche bella pedata in culo a Merkel, Troika e compagnia bella (promessa che probabilmente manterrà) rimane comunque un convinto europeista e soprattutto è di sinistra-sinistra, che più di sinistra non si può. Non a caso il suo discorso di chiusura di campagna elettorale è stato salutato da un oceano di pugni chiusi che cantavano "Bella Ciao".
Non "Va' pensiero"..

sabato 24 gennaio 2015

l'indigestione..

E per concludere la settimana in bellezza non voglio assolutamente privarmi di dedicare due parole alla suorina di clausura che a Macerata si è presentata al pronto soccorso scortata da due consorelle, accusando un forte mal di pancia. Ecografia di routine e il consiglio di raggiungere di corsa il reparto di ostetricia dove sono assai più specializzati nel curare quel tipo di mal di pancia che a casa mia si chiama gravidanza al capolinea. Superfluo ricordare che le suore di clausura sono quelle che scelgono di dedicare tutta la vita alla meditazione e alla preghiera, i cui contatti col mondo esterno sono pochi. Ma buoni, cazzo.

Piange il telefono..

Ero sotto casa che aspettavo una persona. In fondo al vialone appaiono due ragazze. Man mano che si avvicinano vedo che avranno si e no 15 anni. E che hanno entrambe lo smartphone in mano. Hanno percorso tutto il viale, che non è brevissimo, senza mai e intendo mai un istante rivolgersi la parola e senza mai distogliere lo sguardo dallo schermo del telefono.
Levateglieli. Questi ragazzi sono zombie drogati. Sul serio.

L'omo ha da puzzà. Ma nei locali gay è gradito un Dior, Salvy darling..

cos'ha di particolare questa foto del villosissimo virilissimo Matteo Desnudo Salvini? Non granchè. Se non il fatto che è stata scattata in un noto locale gay di Milano.
Allora, cowboy: se la tua visita era per puro sollazzo, ok (cioè ok un cazzo, ma vabbè), se invece era il solito smarchettone per raccattare una manciata di voti in più, per quanto io non sempre riesca a far affidamento sull'intelligenza della confraternita di cui faccio parte, allora ti dico lascia sta'. Non è cosa. Fuori dai coglioni, te e quell'immondezzaio di freaks impresentabili che ti porti appresso, cioè i Buonanno, i Borghezio e compagnia bella.
Va bene che un pò masochiste lo siamo, ma solo per il gusto di indossare le favolose tutine di latex e i cockring griffati Shirtology, tesò, non al punto di confezionarci la frusta per il nostro stesso culo..
Masochiste. Non sceme (spero).


venerdì 23 gennaio 2015

ritorno al delirium tremens hollywoodiano

un po' lungo spiegare il perchè, ma ho visto su Rai3 una buona parte di "Ritorno a Cold Mountain". Ammazza che sbroscia di biobba di cagata invereconda. 
Sorvolando su quel mascherone della Kidman ponfa di botox e costantemente truccata di tutto punto e col boccolo liofilizzato mai fuori posto pure in piena guerra di secessione, sfinita dalla fame, dalla povertà e dal gelo (ma evidentemente beauty-case e piastra hanno la meglio pure sull'invasione delle cavallette) e Jude Law, il Gabriel Garko delle pensionate in buon ritiro in Florida che ha sdilinguito sguardi languidi da film muto per tutta la durata del polpettone, saranno stati 30 anni che (per sceltissima) non guardavo un film mainstream americano: Bollywood al confronto produce tostissimi film neo-realisti.
Ma davvero continuano ancora a fa' ste zozzerie? E davvero a sti fumettoni improbabili continuano a rifilargli nominations e Oscar come se piovesse? E soprattuto, ma davvero la gente ancora paga per andarli a vedere? 
Ps: la Zellweger (che l'Oscar l'ha preso) e soprattutto chi l'ha doppiata non le rammento per pura carità cristiana.



Miss Ikea alla riscossa.

l'ipotesi Finocchiaro al Quirinale smorza di bruttissimo il mio entusiasmo per un presidente donna. Parliamo di Miss Ikea, ovvero colei che tratta le guardie del corpo come inservienti (e mica se li paga lei) e maritata a cotanto inquisitissimo consorte. 
Al di là di qualsiasi considerazione politica (che pure non mancherebbero), il fatto è che la signora ha semplicemente una faccia da stronza. 
E l'idea che le fotografie di questa faccia da stronza troneggino, per esempio, nelle aule già sufficientemente lugubri delle nostre scuole, non mi provoca sta botta di entusiasmo. 
Mettiamola così.


giovedì 22 gennaio 2015

soviet (re)union

Confermata al Festival di San Remo la presenza in veste di super-ospiti (e come sennò?) di Albano & Romina. Together.
Dal radical-chic di Fazio al broccoli-trash di Conti.
Evvai.

lunedì 19 gennaio 2015

la marcia in più

mi si accappona la pelle all'idea che il nipotino putativo di cotanto zio (Zi' Crazzi) nonchè nostro emerito concittadino più o meno onorario, già debitamente insignito di regolamentare Anguilla d'Oro nel momento di massimo tripudio di una di quelle cene a scrocco che la solita riserva indiana di quelli e sempre quelli si concede ciclicamente nella funerea indifferenza assoluta del rimanente 99,9% della cittadinanza, ovvero Giuliano Amato, mi diventi presidente di questa povera, esausta Repubblica. Quello che mi fa venire le bolle è non tanto il signore in questione che boh, sarà pure un galantuomo, bensì l'idea che per le massime cariche istituzionali non si riesca a uscire dalle sabbie mobili di un merdaio di passato che proprio non riusciamo a far diventare tale. E a proposito di presidenti della Repubblica, noto che nel rutilante rifrullo di nomi ipotizzati e/o più o meno segretamente caldeggiati dagli sgomitanti accoliti di Renzarelli e Burlesconi, non c'è quasi mai quello di una donna. Il che non può che significare una cosa e una cosa sola: che voi donne siete delle merdacce che non disponete mai e in alcun modo degli altisonanti requisiti necessari. Perchè evidentemente, pore stelle, proprio non ci arrivate. Orde di presidenti uomini passati presenti e prossimi venturi sarebbero lì a testimoniarlo. E io mi chiedo come cazzo facciate non tanto a continuare a votarli, sti sudici, ma anche solo a permettere che esistano un solo pixel in più di quanto voi esistiate per loro. 
E a proposito di donne, mi permetterei sommessamente di ringraziare anche Papa Francesco, che stimo di una stima di cui non ho mai fatto mistero, per il pistolotto dedicato proprio alle donne, ieri, davanti a un miliardo di filippini multicolori e sovreccitati. E cioè che le donne sono speciali, sono una risorsa, sono pratiche, creative e geniali, dotate indiscutibilmente della solita marcia in più (che in genere viene rifilata come contentino pure a noi gay) e bla bla bla, salvo poi adoperarle solo ed esclusivamente per pulire il culo ai cardinali quando va bene, altrimenti ai vecchietti nei prezzolatissimi ospizi privati, con zero opzioni di avanzamento nella porporatissima piramide gerarchica vaticana. 
 E già che siamo nei paraggi, pure un'altrettanto sommessa supplica al Santo Padre: quella di consigliare ai porporati pedofili di girare alla larga da quei già sufficientemente grotteschi raduni dei salvatori della "famiglia naturale", uno dei quali andato in scena proprio nei giorni scorsi davanti agli occhi estasiati di quel personaggio da operetta di Formigoni, che definire torbido è un eufemismo mattacchione, e consimili, perchè va da se che, se fra i già pochi intimi che bazzicano sti conclavi, per giunta usurpando il brand Expo, riusciamo a intravvedere le faccine candide di questo o quel prelato pervertito pedofilo, noi su questi "forum" degli auto-proclamatisi messia della famiglia Mulino-Bianco-style continuiamo a farci delle grosse, crasse risate.


domenica 18 gennaio 2015

yo no.

Stavo facendo la doccia con la radio accesa.
E premettendo che ho rispetto per i gusti di chiunque e che qualcosa qua e là mi piace pure, resto convinto del fatto che il rap sia il genere musicale degli sfigati che non sanno ne cantare ne suonare ne comporre una melodietta appena appena decente e se la cavano sciorinando cliché, filastrocchette e lillelallere di una banalità offensiva per la dignità umana.
Puoi avere tutte le visualizzazioni o i like dell'universo, ma resta il fatto che non sai ne cantare ne suonare ne comporre. Tutto troppo facile.
E io passo. Grazie.

giovedì 15 gennaio 2015

alla faccia della privacy..

quando entro nella home page di You Tube i video che mi vengono consigliati mediamente sono l'ultima di Marco Mengoni, qualche vecchio classico di Sylvester, un estratto da uno dei capolavori di Visconti, il nuovo spot pubblicitario di Tiffany, e magari un saltino nel backstage di Les Dieux du Stade. 
You Tube, tesoro: stai cercando di dirmi qualcosa? Manca solo la raccolta di successi di Cristiano Malgioglio e facciamo tombola. .
Ps: va bene tutto, non sono particolarmente suscettibile da questo punto di vista: fino a Rumore Rumore di Raffella Carrà ci posso pure sta. 
Ma Marco Mengoni consiglialo a quella sudicia di tua sorella..


mercoledì 14 gennaio 2015

il diavolo veste Pravda..

mai come adesso, co' sti chiari di luna, guardando un servizio in tv sulla moda italiana, nella fattispecie Pitti Immagine Uomo, si ha l'impressione di stare a guardare un film di fantascienza.
"Per il prossimo anno è previsto il ritorno dell'uomo dandy, galantuomo un po' eccentrico": Ah, vedi. Già me le immagino le vie delle nostre città brulicanti di dandy galantuomini un po' eccentrici.
Perchè l'impressione che si ha, invece, è che a seguire a babbo morto i nevrastenici dettami della moda made in Italy siano ormai solo i soliti russi arricchiti, magari pure galantuomini (vabbè) ma non sempre dotati di un sopraffino gusto estetico. Diciamo così.




martedì 13 gennaio 2015

il gigante e la bambina..

#Ballarò: Contro Landini non ce la poi proprio fa', povera piccola cara Serracchiani..


Io amo fumare.

Mi piace fumare. Adoro fumare, E non le canne. Quelle mi hanno sempre fatto cagare: le sigarette, proprio le povere vituperate sigarette. Con riferimento all'ultima stronzata filo-americana dei divieti prossimi venturi di fumare nei parchi, sulle spiagge, in automobile e magari nei campi di lillà preannunciate con enfasi dalla ministra Lorenzin, che dall'alto della sua esperienza in materia sanitaria (?) è ministro della Salute dell'attuale governo e che ha tentato di commuovermi sino alle lacrime con la solita rigmarola che i fumatori costano un botto alla sanità pubblica, sorvolando elegantemente su quanto le sigarette invece facciano scorreggiare questo governo, come per altro tutti i precedenti, in termini di entrate, visto che LoRenzi il Magnifico la prima cosa che si è premurato di fare all'albeggiare del nuovo anno è stato oops proprio ritoccare (all'insù, ca va sans dir) le accise.
E non è tutto: in questo merdaio di mondo del cinema Blockbuster generato dalla peggiore america guerrafondaia, cicciona e peticellosa, ormai quasi esclusivamente a suo uso e consumo, e di videogames letteralmente infarciti di violenza trucida, combattimenti, morti ammazzati e stupri, questo titano di statista della Lorenzin avverte pure che sarà proibito, e lo tengano bene a mente pure  i produttori delle nostre fiction tv rinomate per la trasgressione quasi borderline, mostrare spippettamenti su grandi e piccoli schermi.
Che equivale a dire che in casa Berlusconi, da dove la signora arriva (l'avresti mai detto?..) si dia per scontato che gli italiani imbecilli (del vero in questa nozione c'è, ma non esageriamo) vedano in tv quei mentecatti ritardati di Jackass darsi le badilate sui coglioni e corrano subito a farlo, con la stessa solerzia con la quale poi corrano ad acquistare i materassi caldeggiatici con cadenza ipnotica da Emanuela Foliero. Oppure che la ministra voglia fa' l'americana di quell'America dove anche la più innocua casetta di periferia con giardino coloniale e cassetta della posta multicolore, al suo interno sembra un arsenale dei Tupamaros dei tempi d'oro, ma guai a fumare una sigaretta che ti guardano come se avessi la peste bubbonica.
Imbecilli, talebani imbecilli. Quelli che sbraitano scompostamente per il fastidio del fumo, che si comportano come se le sigarette emanassero scorie atomiche e che però non fanno un passo a piedi neppure sotto tortura e usano la macchina (magari il SUV cafone, modello rapper-old-school) anche per fare il giro del palazzo per raccogliere una molletta, per me sono imbecilli, Dei poveri imbecilli arrabbiati. Come imbecilli sono i terroristi del "fumare fa male" in tutte le sue deliranti declinazioni, compreso le vere e proprie torture inflitte alle donne in gravidanza: mamma ci allattava con la sigaretta in bocca. Tutti sanissimi come pesci, thank you.
A me, dicevo, piace fumare. Il massimo che posso fare è non strabordare con la quantità (ma non perchè faccia male: perchè costa!), cerco perciò di non fumare quanto realmente desidererei, cioè assai di più, ma a smettere non ci ho pensato mai neppure per un secondo.
E mi consola il fatto che il risultato di tutti questi divieti e divietucci idioti si traduca nel fatto che i giovanissimi italiani siano tra i più accaniti fumatori precoci del mondo. E che il vietargli di fumare nel cortile di scuola non abbia scalfito di una caccola questo stato delle cose.
Fumare fa morire. Oh si, lo so.
Cercherò di ricordarmelo quando qualcuno mi garantirà con assoluta certezza che se non muoio di bronco-pneumopatia non morirò di nient'altro.
Cercherò di ricordarmelo la prossima volta che rischio di morire in un incidente stradale o semplicemente mangiando grassi più o meno saturi (cioè praticamente tutto tranne le schifezze miserevoli) o bevendo alcoolici o viaggiando su un traghetto o correndo su una mountain bike o scivolando nella vasca da bagno spappolandomi il cervelletto, o passeggiando sotto i disgraziatissimi alberi dell'Idroscalo in una giornata ventosa.
Cercherò di ricordarmelo che noi umani siamo mortali.
E se è vero che qui nessuno ha voglia di andarsela a cercare e magari con largo anticipo, è pure vero che vivere una vita di merda per paura di morire è una delle filosofie più stronze e isteriche che la società moderna possa aver partorito.
E si che si è data da fare.

aridatece la Bindi. Now.

la sottosegretaria allo Sviluppo economico Simona Vicari invece di baciare il suolo sul quale camminano alcuni grossi nomi internazionali che ancora si degnano di investire qualche spicciolo in Italia, in questo caso la Tiffany & Co, evidentemente più drogata del solito (o almeno me lo auguro perchè se ste robe le spara da sobria sono cazzi) ha affermato che le immagini pubblicitarie che ritraggono una coppia di uomini che si scambiano una promessa di matrimonio suggellandola con un bel gioiellozzo della blasonata griffe "denotano un atteggiamento irrispettoso di un paese e anche dell'identità e dei valori degli italiani". E sottolineo identità: cioè, mentre voi eterosessuali siete identitariamente italiani, noi gay siamo slovacchi, o magari haitiani, o forse marziani. Ma di sicuro non italiani. Le nostre incularelle (tanto questi luminari riducono il tutto più o meno a questo, inchiappettata più inchiappettata meno) non rientrano nei villosi valori nazionali.
Mentre la Tiffany & Co ringrazia per il surplus pubblicitario gentilmente offerto da esponenti deficienti del governo italiano, io m'incazzo non tanto co' sti poracci (la signora è del clan Half-ano/Giovanardi) che se non se ne sortono co ste favate non se li incula remotissimamente nessuno al mondo (e non sanno cosa si perdono, sempre per restare al loro livello..) ma con praticamente tutti i siti d'informazione che si premurano di sottolineare che cotanta finezza di pensiero arrivi da un esponente del Nuovo Centro Destra.
E no, cari miei: a me non me ne batte uno stracazzo dell'appartentenza di questo colosso della politica italiana al Nuovo Centro Destra (ma che dico nuovo, nuovissimo) che solo l'unico vero miracolo renziano ha potuto tramutare da partito più inutile della storia repubblicana a forza di governo e pure bella nevralgica.
Visto il ruolo che la signora ricopre dubito fortissimamente che si stesse esprimendo a titolo personale: parlava a nome del governo RENZI: centro-sinistra: GOVERNO RENZI. Questa, dato che tra l'altro nessun altro esponente ha proferito verbo, è la posizione DEL GOVERNO RENZI sul fatto che ritrarre una coppia di uomini che si scambia una promessa d'amore offenda l'identità e i valori nazionali.
Aridatece la Bindi. Ora.

je suis Patanellà..

stamattina sono letteralmente sobbalzato davanti alle plance con i titoli dei quotidiani locali: l'argomento (comune a tutte e tre le testate principali) era il rischio di attentati in Maremma, l'individuazione di potenziali bersagli sensibili e, per uno dei tre in particolare, la possibilità che ciò possa realmente accadere. 
Ora: va bene che il rischio zero, come ci sentiamo spesso ripetere in questi giorni, non esiste. Ma davvero quello che avete cercato di rifilarci oggi è l'eventualità che i pollai della bassa Maremma siano nelle mire di quegli svalvolati dell'Isis? 
Con tanti bei siti strategici dislocati in Europa ad ogni latitudine e mentre i servizi internazionali non riescono neppure a capire se il Vaticano sia o non sia tra gli obbiettivi papabili (appunto) vogliamo dire che dovremmo temere per le sorti delle nostre porcilaie o del cinema parrocchiale di qualche grazioso paesino dell'entroterra? 
Cambiate pusher. O pià verosimilmente, smettete di smerciare merda.


giovedì 8 gennaio 2015

vecchi cessi cercansi..

Al tg3 Regione si sta parlando dell'episodio del cartello appeso sulla porta dell'ambulatorio del dentista gay (episodio per il quale, per inciso, non intendo sprecare una singola sillaba) e a questo proposito c'è il cronista che va per strada a porre questa semplice domanda: "avresti problemi a farti curare da un dentista gay?" e il vecchio cesso: "si.". "Perchè?" "eh sai, quando sei lì non si può sapere, quello magari..". 
Magari che, vecchio bottino? E' vero che a noi gay piaccioni gli uomini: ma mica tutti. Per esempio i vespasiani come te no. Non a caso uno delle tante favate di clichè che da sempre girano su di noi è che "abbiamo gusto". 
Differentemente da voi maschi eterosessuali che non buttate niente. Ma proprio niente niente. Basta che respiri (a volte neppure quello). E che non si sappia in giro.


mercoledì 7 gennaio 2015

quando la spocchia e l'arroganza tracimano.


A pensare che il pistolotto di cui riportiamo testimonianza fotografica qua sopra arrivi da qualcuno che parla in rappresentanza di un partito, cioè quegli organismi non è chiaro se più Società per Azioni o associazioni a delinquere che ormai nell'immaginario (ma mica tanto immaginario) collettivo rappresentano l'assenteismo, l'immobilità, l'incapacità, i privilegi e le ruberie per antonomasia fa, nella migliore delle ipotesi, sorridere. Se poi il partito in questione ha nel suo rappresentante massimo uno che non ha mai lavorato un singolo giorno in vita sua, zompettando allegramente da un tele-quiz ultra-trash all'altro, e che si fregia di rappresentare la "generazione dell'I-Phone, non dei gettoni" affetto da una vistosissima, irrefrenabile tendenza al tweet compulsivo, allora pensa quanto possa arrivare a segno questa elegantissima, acutissima teoria secondo la quale chi si azzarda ad esprimere pareri sui social network, accidenti a chi li ha inventate ste rotture di coglioni che mettono in piazza tutte le malefatte o piuttosto le affatto-fatte di questo o quel politico, di questa o quella amministrazione, allora è un perditempo, uno che si trastulla al bar, un vagabondo, un accidioso, per dirla con Dante, anche se ultimamente è gettonatissimo, trendyssimo il modo in cui si può riassumere tutto ciò con una sola eloquentissima parola: disoccupato. 
Provino a starci loro un pò di più al bar e nei luoghi dove la gente si incontra, socializza, si confronta, dato che l'impressione che si ha è proprio quella della distanza siderale tra l'inciuciopoli dei conclave di partito e il polso, le opinioni, le passioni, le necessità e magari pure la pancia dei cittadini, degli elettori. E tra l'altro figuriamoci se a sottolineare questo gap terrificante non sia proprio un nutritissimo contingente del partito della rappresentanza del quale la signora Pastorelli, dall'alto dei suoi strabilianti risultati elettorali, si fa scudo. 
Ci stessero loro un pò di più sui social media a interloquire con coloro che esprimono dissenso, critiche, perplessità: sia che lo facciano per motivazioni (o tornaconto) politiche, che comunque meritano ugualmente, sempre e comunque, appunto un'interlocuzione, o meramente mossi da una salubre e non necessariamente fanatica passione per il proprio paese, la propria città: passione, affetto, legittimo desiderio che nel luogo dove si vive e si crescono i propri figli le cose funzionino a dovere. Provino loro ad abbassare la cresta, a dimostrare un po' più di umiltà e rispondere. Sempre, ogni volta che una questione viene posta, per strampalata che possa sembrare. Che non sempre quelli che scrivono sono degli sfigati mentecatti (gufi, ca va sans dir) che non meritano un briciolo di cotanta politicamente blasonata attenzione. Non sempre. Anzi, quasi mai. 
Eppure la politica, le scelte amministrative, le decisioni, le non decisioni, sono da secoli ormai presenti in quantità industriale sui social network: alcuni (Twitter, per esempio) ne sono letteralmente invasi: dibattiti, opinioni, confronti, contrasti. Pure l'odioso sproloquiare e ingiuriare a prescindere, senza se e senza ma, al riparo di un comodissimo, vigliacchissimo nick. Ma nel caso in questione non ve n'è traccia: nomi, cognomi, profili identificabilissimi, facce. Di gente comune che noi riteniamo dovrebbe ritenersi offesa da tanta spocchia, da tanta puzza, da tanta per altro ingiustificatissima aria di sufficienza. Vi sono luoghi, che si chiamino medio oriente o angoli d' Italia ad alta densità mafiosa, dove esprimere le proprie opinioni sui social media può comportare un conto salatissimo. Ma lo si fa . Lo si fa lo stesso. Lo si fa tantissimo. Figuriamoci che paura rischiare di imbattersi nelle impuzzolitissime reazioni radical-chic di qualche esponente del PD. E' la democrazia, bellezza.. 
E concludendo con quel tocco di ornitologia così tanto a-la-page in casa Democratici c'è da ringraziare il cielo ad essere gufi e non magari dei poveri storni sterminati a frotte grazie anche alle mirabolanti progressivistissime non-decisioni dell'attuale giunta comunale. 
Intanto si goda il panorama qua sotto, signora Pastorelli: lo sfigato sfaticato che sta scrivendo, tra un Bellini e un olivetta nei bar del corso, può vantare un'assidua frequentazione del sito in questione per un lavoro quotidiano non retribuito di volontariato. Per cui sta ancora aspettando un grazie. 
Gufo un cazzo.



originariamente pubblicato su Orbetellove