Pagine

LABELS

ALTROVE (359) UN ALTRO GIORNO (109) QUI E ORA (62) NOTE (8)

martedì 26 maggio 2015

l'umanità si era distratta..

il segretario di Stato vaticano Parolin: "il si alle nozze gay è una sconfitta per l'umanità".
 Sa cosa, Don Parolin? L'umanità mi sa che non si è proprio accorta di sta sconfitta. Anzi, non si è accorta proprio di aver giocato la partita. Temo avesse altro di cui occuparsi, differentemente da voi che avete una vera e propria ossessione che ormai rasenta il patologico per sta roba.
Ps: a proposito, anche oggi in Sardegna un parroco è stato ingabbiato per pedofilia, e la curia fatta oggetto di pesanti minacce e intimidazioni, accusata di aver cercato di coprirne le malefatte (tanto per cambiare). Sicuro di non avere anche lei altro di cui occuparsi, Parolin caro?

sabato 23 maggio 2015

over the rainbow..

e a proposito, ho saputo che la Regione Toscana insiste con questa "Festa dell'Arcobaleno" (Orbetello aderisce e ci mancherebbe) ignorando di fatto il piccolo trascurabile dettaglio che ormai da decenni quella raimbow è l'iconografia ufficiale di una grande, immensa comunità planetaria: quella LGTB, che proprio negli stessi giorni sventola le proprie bandiere nelle piazze del mondo intero in occasione del Pride. 
Evidentemente in regione si preferisce eclissarla sta cosa (come tante altre che riguardano proprio quella comunità) procedendo con l'esproprio iconografico coatto, e anzi paraculamente giustificandolo col fatto che questa è l'occasione in cui tutti i "colori" si uniscono e si incontrano (poi nei fatti, nelle leggi e nei regolamenti assai di meno, ma stai a guardare..). 
Rimane il fatto che queste foto parlano da sole, che quello è l'unico arcobaleno che io intendo festeggiare, e che la regione può continuare a ignorarlo quanto vuole: ma noi ci siamo. 
 E sai cosa, Rossi? Non siamo nemmeno pochi..



il cielo d'Irlanda..

..si tinge dei colori dell'arcobaleno. 
 Un giorno bello e storico, soprattutto considerato che stiamo parlando di un paese ultra-cattolico. 
E bada bene, in Irlanda le convivenze tra persone dello stesso sesso erano già perfettamente legali ed equiparate a tutti gli effetti a quelle etero (non puoi sbagliarti, solo noi e Cipro, o qualcosa del genere, non le abbiamo) ma si è voluto ricorrere ad un referendum, con la mobilitazione, le spese e le divisioni che comporta, perchè si è ritenuto non procrastinabile il diritto di chiunque di avere una legislazione perfettamente identica a chiunque altro, su ogni tema. Nessuno escluso. 
 In Italia non riusciamo neppure a mandare in cantiere una delle due cose, quella tutto sommato più innoqua e meno urticante per tutto il cucuzzaro clericale, che tra un'orgetta con prostituti minorenni e l'altra, sembra innervosirsi solo davanti a questa ecatombe dei diritti civili equiparati. Niente di niente. Buio assoluto. 
E questo per me significa una cosa sola: che quel minchione di Renzi, il podestà della sinistra che vince (sic) che in questi giorni sta asfissiando i media con i suoi proclami populisti di quarta lega, è solo un'altro, ahimè l'ennesimo, buffone democristiano parolaio e baciapile.

venerdì 22 maggio 2015

e vissero felici e vincenti..

oggi in Irlanda si svolge il referendum sui matrimoni gay. E una volta tanto non sono così favorevole all'uso del democraticissimo strumento referendario.
Semplicemente perchè credo che non debbano essere gli eterosessuali a decidere su una questione che non li riguarda. In genere, ad esempio, non sono minimamente interessato al parere degli uomini sull'aborto. Non mi interessa l'approvazione di chi col matrimonio gay non deve avere in alcun modo a che fare come spero che agli eterosessuali non interessi il mio parere sulle loro, di nozze (e me lo auguro per loro). Non me ne frega una benemerita mazza della loro opinione su un diritto che la Costituzione già dovrebbe garantirmi, dato che è proprio la Costituzione a stabilire che la legge è uguale per tutti (tranne quella che regolamenta lo stato civile dei cittadini?).
Questo tipo di consultazioni popolari riescono a raccattarsi tutta la merda prodotta in quantità industriale dal furore mistico-ideologico degli integralismi religiosi, in questo caso soprattutto cattolici, visto che da sta roba i cattolici sembrano letteralmente ossessionati, come se io e mio marito dovessimo andare a scopare a casa loro, nel loro misticissimo talamo.
Io credo invece che su certi temi a legiferare debba semplicemente essere lo Stato. Uno Stato maturo e laico, che possiede (o dovrebbe possedere) gli strumenti per bypassare gli incubi notturni di tutte le infervorate sentinelle in piedi (o in ginocchio) di questo mondo.
Detto ciò, c'è da rilevare che se non altro la cattolicissima Irlanda (devaticanizzata, però), paese che sino al '93 riteneva l'omosessualità un reato, la questione l'ha almeno messa sul piatto. Noi continuiamo a non prenderla neppure remotamente in considerazione. E, se e quandolo lo si farà, lo si farà col divieto assoluto di pronunciare la parola "matrimonio".
Strano per un paese governato dalla "sinistra che vince". Che vince facendo capannello con malviventi, corrotti, mafiosi e fascisti, ma vince.
E allora perchè a decidere continua a essere la destra talebana che perde?

giovedì 14 maggio 2015

"Silvio non c'è, è andato via.."

continua la tragicomica escalation dello strombazzatissimo ritorno in campo di quel trafficone di Burlesconi. Appuntamento elettorale previsto per oggi a Bari: ad attenderlo 6 persone e tre bandiere (e per davvero, non così per dire) e un poveraccio che suonava al pianoforte "Meno male che Silvio c'è". Una roba per pochi intimi ancor più delle leggendarie cenette eleganti.
Peccato solo che, vista la malparata, il vecchio pervy si sia dato malato e non si sia proprio fatto vedere.
Meno male che Silvio c'è. Ma mica sempre.

mercoledì 6 maggio 2015

condono mistico..

Monsignor Fisichella ci informa che durante il prossimo Giubileo, i missionari della misericordia (una speciale task force a giro per le diocesi, mi sembra di capire) avranno la facoltà di assolvere le donne dal peccato dell'aborto. Un condono mistico, o qualcosa del genere.
Le donne che hanno abortito non hanno bisogno dell'assoluzione di nessuno.
Perché invece non provare più semplicemente a smettere di trattare come merde coloro che nella vita si sono trovate a dover prendere una decisione cosi penosa (comprese quelle ingravidate dai parroci, o perlomeno quelle che quest'ultimi non hanno gia' provveduto a far sparire)?..

martedì 5 maggio 2015

Vale un cazzo.

Rende persino più bello questo mio compleanno la concomitanza con la mobilitazione del mondo della scuola nelle piazze italiane. Anche solo l'idea del preside-manager-mega-galattico mi fa inorridire (ti immagini se specie al sud non toccherebbe a tutti bei personaggini intrallazioni e collusi ricoprire il prestigioso incarico. E sai che banchetti per pochi intimi..). Va bene riformare (bah, se proprio si deve), ma mica a tutti i costi. E soprattutto non a dispetto di coloro che dovresti rappresentare. E mi sembra lampante che in questo caso proprio di questo si tratti: di una riforma che il mondo della scuola semplicemente ha bocciato, per stare in tema. E qualcosa mi dice che non si tratta esattamente di un arroccamento di una categoria a difesa dei proprio privilegi (privilegi? Yup. Dopo una riforma Gelmini cos'altro devono sopportare sti pori cristi?)
Questo PD, che già nella sua genesi originale era un accrocchio inverecondo di ex salsicciari da festa dell'Unità e baciapile armati di cilicio in preda a delirio mistico, è diventata una mega-cloaca tardo-democristiana improponibile: certo che parliamo di personaggi abili, Renzi and the Renzettes, ma abili a tramutare quell'unverso politico e sociale erede del caro vecchio Partito Comunista Italiano nella cosa più lontana dall'idea di sinistra che pure con tutta l'elasticità e estro psichedelico del mondo un essere umano possa avere.
Nel volantino elettorale di una candidata PD alla presidenza della nostra regione troneggia il raggelante slogan "valorizzare la Toscana con professionalità..". Professionalità?
Ma voi parole come amore, passione, solidarietà, non le conoscete proprio? La Toscana è una terra e un popolo. Non un cazzo di beauty-farm. La professionalità puoi tuffartela in culo, Vale darling.


venerdì 1 maggio 2015

porci (arrosto) con le ali

probabilmente sono io che sono un po' "Porci con le ali", ma quella specie di Disneyland per cinesi arraffoni che è Expo non è proprio la mia tazza di tè.
Quel mix di paese dei balocchi di cartapesta e scaffalature Ikea da area fieristica di periferia non mi appassiona. Non pagherei 35 centesimi, non 35 euro, per inciampare un passo si e l'altro pure nella oleosa esuberanza pubblicitaria di quel sudiciumaio planetario di Mc Donald's di cui è impestata questa mega kermesse dedicata al buon cibo italiano che, per rimanere in tema, si è già pappata un buco nero cosmico di quattrini, finiti della panza dei soliti noti per vie un po' traverse e non esattamente ortodosse, diciamo così. E, ahimè, temo che non resisterei alla tentazione di prendere a ceffoni il primo guru dell'alimentazione che pronuncia la parola "food" in mia presenza.
E il fatto che il tutto sia stato suggellato da un galà con il solito Bocelli e la solita "Nessun dorma" casomai acuisce, non allevia, la mia orticaria (anche se visto e considerato che per tutti gli Expo prossimi venturi ci sono già quei tre nerd de Il Volo che scaldano i motori, la tentazione di tenersi Bocelli e farselo bastare è un'opzione).
Sappiamo benissimo che, a prescindere dalle patinate immagini che la Rai trasmette a tambur battente, una consistente parte di Expò è ancora un cantiere a cielo aperto (rapidissimi nel mettere in moto i meccanismi corruttivi mangia-quattrini, decisamente più flemmatici nel terminare le opere), e che se non fosse per il commovente volontariato (in realtà lavoro gratis estorto con un espediente o l'altro) di tanti bei giovani saremmo ancor più a caro zio di quanto non siamo, soprattutto in termini di costi stratosferici, attendiamo fiduciosi i miracolosi effetti benefici sul nostro povero PIL in male arnese e sulle tasche degli italiani, che ci sono stati trionfalmente enunciati, anche se in realtà c'è più di un sospetto che non si tratti di tutti gli italiani ma di alcuni italiani, sempre loro, sempre quelli. Nonostante ciò, c'è una cosa che mi disturba pure di più (e non è poco) della grande fiera di quel Made in Italy che finisce più spesso in cronaca giudiziaria che sui depliant turistici del pianeta, di quella Milano da bere (e da mangiare e rutto libero) ovvero il mitico concertone del primo maggio che accade giusto in contemporanea, e che in nome dei lavoratori (che non ho capito quante altre croci devono accollarsi) ci delizia con una sfiancante nonstop che alterna pseudo-beniamini dei "ggiovani" come Emis Killa, chiunque cazzo sia un dissociato che decide di farsi chiamare così, a una tale rimpatriata di vecchie cariatidi (Paola Turci, Enrico Ruggeri e PFM tra gli altri) da far sembrare San Remo il nuovo santuario dei techno-punk.
E qui, onestamente, già mi sento un po' meno Porci con le ali. Fatto salvo per  la leggendaria riga di apertura: "cazzo, cazzo, cazzo".

venerdì 24 aprile 2015

un'Italia.

Sono orgoglioso di appartenere a un'Italia democratica, repubblicana, laica e libera.
Sono riconoscente ogni giorno a chi me l'ha fatta trovare così.
E ho schifo per chi la sta riducendo a un piccolo letamaio razzista circondato di filo spinato.

giovedì 23 aprile 2015

il ritorno (indoor) del prode Silvio

Finalmente riscende in campo. Ma, ahimè, c'è un ma.
Il prode Silvio, pimpante e combattivo come non mai, incontra i suoi parlamentari e palesa il suo ritorno sulla scena politica italiana dopo la feroce espiazione della pena che quei cattivoni dei magistrati gli hanno inflitto per aver frodato lo Stato, ovvero una canastella settimanale in compagnia di una manciata di suoi arzilli coetanei (un po' come spedire un bimbo di 5 anni a fare l'operatore di Telefono Azzurro) per sei mesi, che una volta estinta, lo vede di nuovo fresco a aitante come un teenager, pronto a risalire in sella e guidare la sua amata Italia verso nuovi e floridi lidi. Con un ma, dicevo.
Non gli sarà possibile, ci svela, tenere comizi nelle piazze o luoghi all'aperto. E non perchè nelle casse ormai esangui del partito (ma pure nelle sue, visto cosa gli costa il silenzio di tutto il caravanserraglio dei baldracconi a busta paga) non ci sono più i soldi neppure per il kit panino col capocollo, boccetta d'acqua (possibilmente diuretica) e salvietta rinfrescante per i vecchietti dei circoli-anziani e case di riposo di mezza Italia che era solito deportare in massa per fargli assistere basiti ai suoi deliranti comizi e battere le mani a comando dei capo-claque come a Ok Il Prezzo è Giusto, spedendo poi quel cinerone della Santanchè nei talk show a farneticare di "piazze piene" (sorvolando elegantemente sulla inquietante media anagrafica degli allegri raduni, che al confronto quelli degli alpini sono la Love Parade di Berlino), bensì perchè oggetto di minacce da parte dell'Isis. Non sto scherzando (lui pover'uomo neppure, temo), proprio dell'Isis: quell'Isis lì.
E per aggiungere un ulteriore pizzico di modernità alla promessa di ri-ri-ri-discesa in campo, dopo aver calato il carico da novanta dell'intelligence psycho-thriller, ha parlato di un partito "alla Bush". Cioè completamente suonato, Sor Silvio?

mercoledì 22 aprile 2015

send in the clowns..

Fuori i dissidenti, entrino i lacchè. 
Renzi, oltre le più rosee previsioni, si sta rivelando pure peggio di Berlusconi. Con una differenza. Che con tutto il caravanserraglio di troioni che gli zompettavano attorno e il turbinio di casini pecorecci che riusciva a scatenare, che io nemmeno se mi ci mettessi d'impegno, mi divertivo come un matto. 
Il Barak Obama al lampredotto non lo trovo neppure divertente.


lunedì 20 aprile 2015

porta i sali, Osvaldo: il Re straparla..

"Un uomo deve essere un uomo". Non è il manifesto del pensiero di Carlo Giovanardi ne la scritta sull'ultima t.shirt della Mussolini: è semplicemente quanto ha detto al Sunday Times sua altezza Re Giorgio Armani, leggenda vivente, vera eccellenza italiana (lui si, non quelle due pesti bubboniche di Volta & Gabbana queens of bancarella), uno di quei fashion designer che ti fa venir voglia di sederti e rivedere un attimo la topografia dei confini tra le parole stilista e artista. Perciò uno che merita di essere quantomeno ascoltato. Soprattutto quando parla di vestiti.
 E perciò quando te la butta là, così, con nonchalance, un po' ci rifletti: "Un uomo omosessuale è uomo al 100%. Non ha bisogno di vestirsi da omosessuale". A parte l'insistenza sul termine ospedaliero "omosessuale" che definire vetusto è un'eufemismo (gay, Giorgè: si dice gay), the King ci chiede di vestirci da uomini (per fortuna non di camminare da uomini che per un pelo andavamo a scomodare il riposo eterno del poro John Wayne). E di grazia, sua eccellenza, come sarebbe sto vestito da gay? Tutina rosa fucsia metallizzata? Perchè alcuni gay si vestono così. Pelle, borchie e berretto da biker? Perchè alcuni gay si vestono così. Jeans e giacca? Perchè alcuni gay si vestono così. 501 decolorati e camicia western? Perchè molti gay si vestono così. Cosa significa "quando l'omosessualità è esibita all'estremo è qualcosa che non ha a niente a che fare con me"? Quale capo di abbigliamento, dato che lei se ne intende, "esibisce all'estremo" un orientamento affettivo, un sentimento, una pulsione sessuale? Le rispondo io, Giorgissimo, che non so neppure attaccare un bottone e che il più delle volte vesto come uno appena sceso dai barconi a causa della mia attività di volontario randagismo felino che non necessita esattamente del tuxedo, diciamo così (a proposito: la tenuta da gattaro, San Giorgio, "esibisce all'estremo" o no?). La verità è che nessun abbigliamento esprime una vita, un amore, un affetto, una tendenza sessuale: nes-su-no. Ne all'estremo ne in modo sobriamente contrito. Non c'è un solo modo di essere gay, esattamente come non c'è un solo modo di essere donna o, appunto, uomo. Questi sono stereotipi, clichè, roba vecchia e puzzolente, che neppure le nostre nonne prendevano granchè sul serio. E perciò, di conseguenza, non c'è un modo per "esibire" queste cose. Al più, con l'abbigliamento si esibisce la propria personalità, che però ha tante, tantissime sfaccettature, delle quali la sessualità non è che una componente: una delle tante.
Fa un po' specie sentir dire queste minchiate da un uomo (o omo) di mondo come lei, sua Magnificienza. Queste si che sono banalità da bancarella, da mercatino rionale, da Dolce & Gabbana, tanto per pungolarla nel vivo. Queste si che sono degne delle t.shirt della Mussolini e dei proclami di Giovanardi.
Un'ultima considerazione: ammesso e non concesso che l'omosessualità si possa esibire, perchè dovrebbe essere esibita anche solo un soffio in meno di quanto non si esibisca l'eterosessualità? Perchè dà tanto fastidio questa "esibizione"? E perchè dà tanto fastidio persino a un gay anzianotto e navigato come lei? Difronte a uno che passeggia beato con shorts animalier giro-chiappa e canotta in lurex, dovrebbe essere proprio lei, guru della moda, a sostenere con forza che se è questo il modo in cui ti senti di esprimere la tua personalità, benissimo, fallo: non hai bisogno dell'autorizzazione di nessuno ne delle pagelle da nessuno.
Perchè a me risulta, Sua Divinità, che su tutto si può discutere tranne che su una cosa: che la moda (quella vera, quella di cui lei si occupa ogni giorno da 100 anni) abita su un pianeta. E le convenzioni su un altro.
Volendoci attenere agli stereotipi che lei sembra amare tanto: sarà mica vero, allora, che gli stilisti sono la categoria che nello sparare stronzate sgrammaticate è seconda solo ai calciatori?
Comincerei a sospettare di si.

domenica 19 aprile 2015

italiani poveracci.

Gente politicamente morta, sepolta (nella fattispecie sotto uno tsunami di scandali da operetta) e putrefatta, che elettoralmente boccheggiava nei paraggi di percentuali con cifre da schedina Totip, tipo non tanto quell'infelice di Buonanno e i suoi compagni di cordata, bensì la Meloni, per esempio, che a uno che è sbarcato ieri da Plutone potrebbe pure sembrare una persona normale salvo essere stata, piccolo particolare trascurabile,  uno dei pezzi da novanta della barzelletta planetaria  Berlusconi, ovvero la classe politica che ha trascinato a suon di scandali e botox l'Italia nella cloaca di merda in cui galleggia attualmente e dalla quale sarà un'impresa epica venir fuori, che paraculamente a un certo punto si rendono conto che l'unica alternativa al doversi  trovare un lavoro vero, termine sconosciuto e inesplorato, fosse crearsi una verginità politica nuova di zecca che-è-andata-bene-alla-Le-Pen-vuoi-mai-sapere-che-va-bene-pure-a-noi (nessuno l'ha per caso notato che sono diventati tutti cattivissimi dopo il primo trionfo elettorale della bella Marine che se non altro ha avuto la decenza di mandare a cagare tutto il ciarpame fascista che quella carcassa dell'adorato paparino si portava appresso) facendo leva su quei poveracci che guardano Studio Aperto beatamente convinti di aver visto un tg ("l'ha detto la televisione"), che condividono su Facebook, in alternanza agli aforismi di quel luminare di Fabio Volo, tutte quelle favate di bufale orchestrate e fatte diventare virali dagli instancabili bricconi di Forza Nuova e certe frange della Lega Nord Ma Forse Non Tanto Nord Magari Anche Un Po' Sud E Che Dio Ce La Mandi Buona Che Sennò Qui Stavolta Tocca Andà A Lavoro Altro Che Diamanti In Tanzania, bufale non solo smascherate e sputtatate da praticamente tutto il resto dell'universo, quello normale, ma di una tale imbecillità che pure un bimbo di 5 anni e neppure particolarmente sveglio capirebbe che non possono essere neppure lontanamente corrispondenti anche a un solo barlume di verità, le Boldrini che distribuiscono palazzine Liberty agli immigrati, sindaci di sinistra che elargiscono vitalizi milionari ai Rom , volontarie (semplicemente un po' sceme, a mio parere) che girano armate di Kalashnikov e bombe atomiche, "comunisti" che spalancano porte e portoni alle invasioni di negri, cavallette, ultracorpi e extraterrestri, e soprattutto ad "immigrati" malati di ebola che ora ci sarebbe da andare a cercarli uno a uno e chiedergli: "ascolta, poveraccio: dove so' sti italiani contagiati dall'ebola? Perchè povero imbecille non ce ne presenti anche solo uno?" e via sminchionando, che ringhiano col la bava alla bocca ogni volta che qualche preside legittimamente laico comincia a trovare ragionevolmente insopportabile la presenza nelle scuole pubbliche di simboli religiosi di una sola unicissima specificissima parrocchia sempre lei, sempre quella, in nome di questi ectoplasmi di radici cristiane che non si è capito bene cosa cazzo siano, di sicuro niente a che vedere con il cristianesimo che, come il poro Bergoglio si affanna a ricordarci un giorno si e l'altro pure, è quello dell'ospitalità incondizionata, dell'accoglienza, degli ultimi che saranno i primi, del dar da mangiare agli affamati e da bere agli assetati, dello stare sempre e solo dalla parte dei più poveri, deboli e vulnerabili di cui non c'è un remotissimo cazzo di traccia nel lerciume del Salvini-pensiero (per concederci un ossimoro) che oops è però proprio sempre il primo a ergersi a paladino delle radici cristiane, tra un rito celtico in compagnia di quei beoni dei suoi compagni di parrocchia e l'altro.
Il punto è, per fare a capirci, che questi c'hanno il loro bel cazzo di tornaconto a sciacallare sulla vita di 700 poveracci finiti per l'ennesima volta in pasto ai pesci glu glu: questi hanno centinaia di migliaia di euro di ragioni per farlo, visto che la loro coscienza di gente disonesta, cattiva, ignorante, arretrata culturalmente che sarebbe stata troppo pure pure per gli schiavisti dei cotonifici di "Radici" gli consente di farlo: e chiamali scemi. Il punto, dicevo, sono questi italiani poveri e soprattutto poveracci, che la bevono. Che la bevono tutta. Che la bevono sempre. Che sventolavano bandierine con gli occhi lucidi al salvatore della patria che ci avrebbe fatto piovere dal cielo un miliardo di posti di lavoro, che avrebbe abbassato, ma che dico abbassato, asfaltato le tasse (bu bu..), che avrebbe riempito sino all'implosione i ristoranti di famigliole gaudenti e ingorde e che invece se n'è andato dopo aver trombato come un orco e fatto lievitare il debito pubblico come un schiaccia di Pasqua non prima di essersi aggiustato qualche leggina che gli ha parato il culo riguardo a tutte le adorabili frequentazioncine mafiose che in passato gli hanno sbrigato qualche pratica e sgombrato di qualche ostacolo la strada per diventare il grande imprenditore che si è fatto da solo (e visto i ceffi che frequentava abitualmente, meglio solo che male accompagnato) e aver rimpinguato le casse delle sue millesettecento aziende seppur con metodi non sempre ortodossi tipo corrompere giudici a suon di milioni. E che ora squirtano di goduria assoluta davanti alle solite quattro stronzate sempre quelle di questo mentecatto dal facciotto ponfo, che non ha mai lavorato un giorno che è un giorno in vita sua, che ha cercato fama e gloria (ma facciamoci bastare uno sgamotto qualsiasi per non andare a lavorare) in tutti i modi possibili e immaginabili nei programmi berlusconiani di livello Tele-Favelas (in sincro col suo illustre omonimo), non riuscendo neppure in quello (e si che ne ha sfornata a di feccia impresentabile quella televisione, ma evidentemente a tutto c'è un limite) e che ha dovuto a malincuore ripiegare su un posticino in politica una volta che si era sparsa la voce che c'era un nuovo partito, la Lega Nord, che stava sdoganando il concetto che anche gli imbecilli ignoranti potessero farne, con gli stessi parametri con i quali il punk sdoganò il concetto che per diventare una rock star non fosse assolutamente necessario saper suonare o cantare, anzi, e non ci lamentiamo che poteva andare pure peggio visto i quattrini che riesce a intascare senza presentarsi mai a lavoro preferendo, in onore dei blasonatissimi esordi di cui sopra, piazzare il culo in poltrona da uno studio televisivo all'altro, dall'alba al tramonto, neppure il tempo per una doccetta veloce (e a sentire i bene informati pare che si senta) dal quale io personalmente, dall'alto (o basso) di quel po' di smaliziataggine che son riuscito a mettere assieme in questa povera vita non mi farei amministrare neppure il buco del culo figuriamoci un paese.
Questi italiani piccoli, brutti, retrogradi, incolti, ignoranti, superstiziosi e creduloni che io disprezzo dal profondo del cuore, che in questo preciso istante stanno esultando sui social network ("non ci credo: troppo bello per esser vero", testuale) per la morte di 700 poveri disperati. Italiani cui, è vero, nessuno ha mai detto che ogni giorno ci sono più connazionai che vanno a "rubare posti di lavoro" all'estero di quanti stranieri arrivino in Italia. Ma che non l'hanno neppure chiesto. A cui, è vero, nessuno ha mai detto che il problema di una potenza industriale che sta sprofondando sotto i colpi di una corruzione che macina i loro soldi come se non ci fosse un domani non possono essere poche centinaia di disperati che sbarcano a Lampedusa senza peraltro la benchè minima intenzione di rimanervi, in Italia, o qualche migliaio di Rom, la maggior parte dei quali cittadini italiani, non simpaticissimi, ma italiani, o qualche gay che vuole sposarsi, ovvero gli unici e sottolineo unici argomenti di cui i colossi della politica di cui sopra riescono a parlare. Ma che non l'hanno neppure chiesto. A cui, è vero, nessuno ha mai detto che il problema della criminalità e della sicurezza dei cittadini non può in alcun modo essere ascritto a una manciata di balordi con l'accento straniero. Perlomeno non in un paese che ha sfornato e che quotidianamente vitta alcune tra le più temibili e feroci associazioni criminali del mondo che tengono sotto scacco ormai interi settori del comparto economico del paese. Ma che non l'hanno neppure chiesto. Presi com'erano dalle vicende sentimentali di quel mostro di talento della Canalis nel prestigioso tg di Italia Uno.

giovedì 16 aprile 2015

ieri oggi e domani..

Il capo della polizia Alessandro Pansa sulla sospensione dell'agente che aveva inneggiato al massacro nella Diaz su Facebook: "la polizia oggi è un'altra cosa".
Ma su, signor Pansa.. A volte un po' meno retorica sarebbe lecito aspettarsela anche da un alto rappresentante delle forze di sicurezza. L'imbecillità umana è un flagello che ammorba tutte le categorie professionali e sociali, dal quale non è purtroppo stata miracolosamente esentata la polizia italiana.
Ne di ieri, ne di oggi. Ne, temo, di domani.

lunedì 13 aprile 2015

allora a posto.

Il poliziotto statunitense che ha ammazzato un poveraccio afroamericano sparandogli alle spalle per un fanalino spento: "ho confuso il taser con la pistola".
Ah, ecco. E allora dillo, cazzo.

giovedì 9 aprile 2015

dalla cina con furgone..

non vivo su Marte e so benissimo che, specie da qualche anno a questa parte, l'equazione Cina-uguale-quattrini è plausibilmente realistica. E perciò vai col mercatino cinese.
Ho sempre pensato (e sostenuto) che gli eventi e le iniziative portino, non tolgano. Perciò benvenga. Quello che avrei evitato è il surmenage di inchini, riverenze, presentazioni, baci e abbracci. Questi si li ritengo veramente inopportuni. Avrei optato per modalità di presentazione e divulgazione più stringate e sobrie.
Expo o non Expo, stiamo parlando di un paese che continua ad andare caramente in culo a ogni convenzione e trattato internazionale a salvaguardia del pianeta, che continua a inquinare impunitamente come se non ci fosse un domani, che considera i diritti fondamentali dell'uomo poco più che una burletta, che impone la più assoluta sistematica censura su libertà di pensiero, espressione e informazione, dove si scuoiano vivi gli animali d'affezione, dove si confezionano allegramente vestiti e giocattoli per bambini con sostanze tossiche e, oops, dove si fucilano le persone negli stadi. Così, giusto per ricordarlo.

mercoledì 8 aprile 2015

donna con te..

da oggi la mia definizione di genere su Facebook è un pochino più precisa, più "personalizzata", come suggerisce lo stesso social nella procedura di modifica delle informazioni, che da oggi è possibile rendere un po' più chiare, più mirate.
 Da oggi (sperando che nessuno sia sopraffatto dallo shock) risulto essere maschio come come all'anagrafe (e che maschio. L'ultimo dei puttanieri..), ma anche gay, come effettivamente risulto essere nella vita vera, un pò al di là, perciò, delle stringate indicazioni catastali che appaiono su un documento.
 Credo sia giusto. Credo che su un social non si tratti di una semplice annotazione identificativa, come appunto su una carta d'identità, ma di una che serve a "socializzare" e a dare un indizio in più a chi deve scegliere se "socializzare" con me o no.
 So che questa cosa arriva dopo una fortissima pressione esercitata sul social di Zuckemberg dalle grandi organizzazioni LGTB del mondo, specie statunitensi (ma in Italia l'Arcy-gay ha dato il suo decisissimo contributo) e perciò sono contento per il risultato che si è ottenuto. Non era vitale per me, ma lo era per molti, e perciò va bene così.
Io piuttosto avrei insistito per ottenere una modifica a quella informazioncina che riguarda la situazione sentimentale. Mi fa dire che sono in una "relazione aperta" ma non mi permette di aggiungere "al pubblico". Ed è un guaio.

martedì 7 aprile 2015

vergogna, vergogna, vergogna.

ci voleva la figura di merda immonda della Corte dei diritti umani di Strasburgo che dice che alla Diaz si è trattato di tortura: pura e semplice tortura, immotivata, ingiustificata, colpevolissima.
 E ci voleva la Corte per capire che di questo si è trattato, mentre invece l'impressione è che fosse lampante anche solo da un singolo fotogramma di quella "macelleria messicana" che si è perpretata in piena "Italia civile", che si era trattato di una mostruosità che avrebbe dovuto contemplare punizioni severissime per TUTTI i responsabili, a partire del ministro degli Interni di allora (quel grande statista di Scaiola), passando dalla politica (maggioranza Berlusconi-Fini) che si è inventata la sua personalizzatissima verità contro ogni evidenza, sino all'ultimo dei poliziotti, anzichè promozioni e avanzamenti di carriera come invece è successo, come se in quella scuola quella notte non fosse accaduto assolutamente niente.
 E ci voleva la Corte pure per ricordarci, con l'ennesima minaccia di sanzioni salatissime in caso di mancato adeguamento, che in Italia continua ad essere lettera morta l'urgenza di inserire nel nostro codice il reato di TORTURA, che per motivi ignoti ai più, non è invece contemplato.
 Una schifezza da Centro America degli anni 70, da repubblichetta africana, da carceri turche di altri tempi. Ecco cosa ha detto oggi la Corte di Strasburgo al mondo intero: che in Italia è potuto succedere un sudiciumaio di questa portata solo nel 2001 in pieno, ennesimo, inutile, costosissimo G8. Vergogna, vergogna, vergogna.
 Spero che questo risarcimento morale enorme e importantissimo serva a lenire anche solo un po' la sofferenza, il trauma, l'umiliazione patiti da gente inerme e assolutamente in-no-cen-te.

sabato 28 marzo 2015

gli ultracorpi killer

il nome di Meredith Kercher si aggiunge alla lunga lista delle povere vittime degli ufo. Penso davvero che il Pentagono debba fare qualcosa per fermare questi misteriosi esseri malvagi che stanno mietendo più vittime dell'Isis.
Ps: io ora ci spenderei i soldi del biglietto solo per andare a sparare un paio di ceffoni a quella zoccola impunita che ha portato per bocca la giustizia italiana in tutti i modi possibili e immaginabili, ed è andata a farlo in un paese dove la legge è uguale per tutti ma se sei bianco e ricco sfondato è pure più uguale, diciamo così.