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ALTROVE (382) UN ALTRO GIORNO (117) QUI E ORA (67) NOTE (8)

domenica 5 luglio 2015

twitteristi sull'orlo di una crisi di identità..

i twitteristi erano tanto impuzzoliti con chi stava su Facebook, i "bimbominkia", bla bla bla e daje de hashtag. Ma vedo che sono ancora tutti lì ora che Twitter ne è l'esatta copia, con in più solo quella mastodontica rottura di coglioni dei 140 caratteri. 
Per non parlare di Instagram, che doveva essere il social delle foto-espresso scattate con smartphone e tablet e che invece è diventato il solito sudiciumaio impestato di aforismi di quel santone delle banalità di Fabio Volo e i vecchi detti romaneschi della Sora Lella o giù di lì. E grazie al cielo, direi. Dato che quando si tratta di foto realmente "instant" allora sono i soliti selfie-boccuccia del pisquame in fregola (Fabio Volo tutta la vita..). 
Piccolo particolare, ormai un post lo pubblichi tranquillamente da Facebook sia su Twitter che su Instagram. Perciò senza differenza alcuna. Tutto uguale: su Facebook, su Twitter, su Instagram. Sempre la stessa merda. 
Cari i miei twitteristi: Facebook è Facebook.


sabato 4 luglio 2015

Marte Nostrum

"io voglio solo un'Italia con meno tasse, più lavoro e meno immingrati" (Salvini stamani a Coffee Break). Ah, ecco!. E lo potevi dì subito..
Perchè noi pensavamo che sono  20 anni che voi della Lega Nord avete il culo piazzato in tutte le sedi di massimo potere: locale, provinciale, regionale, nazionale, europeo, stampa e tv.
E invece sei appena sbarcato pure te? Da Marte? E dillo, cazzo.. Avremmo allestito un bel Marte Nostrum in quattro e quattr'otto..

Cor micetto? Nun ce prova'..

giovedì 2 luglio 2015

concina Concita..

la stimo come giornalista. Su questo non si discute. Stimo Concita de Gregorio come giornalista. Ma come conduttrice del programma tv dedicato al premio Strega meriterebbe un altro premio: un pilone della Salerno Reggio Calabria in cui essere cementificata che così finalmente cessa quell'orribile cantilena a metà tra lo snob e il costipato, che l'emozione più calda ed emotivamente satura che riesce a comunicare è "cazzo, ma la mia assistente avrà fissato per l'ayurvedico?".
Affiancata da una comica (o almeno sedicente tale peccato che purtroppo se lo dica solo lei) con il risultato di alcuni siparietti di vero horror metal-gore, tanto il calore e la capacità di coinvolgimento. Finchè, a un certo punto LA LUCE: appare Lucarelli che finge con la consueta tecnica ricostruttiva dei suoi celebri programmi tv di indagare con tono solenne su questa scrittrice napoletana di cui nessuno sa nulla, neppure se sia realmente una scrittrice e non magari uno scrittore, o un gruppo di giovani scrittoriche la incarnano letterariamente. E' così bravo che mi verrebbe voglia, se non fosse così caldo, di salire su un treno domani stesso, dirigermi negli uffici della casa editrice di questa misteriosa scrittrice (che scrive cose di cui non me ne batacchia un remotissimo cazzo che è un cazzo ma che voglio a tutti i costi sapere chi è perchè Lucarelli è stato come al solito mostruosamente bravo da ipnotizzarmi e incuriosirmi), sparare un paio di zampate preventive alla scrivania e urlare: ditemi chi minchia è sta grandissima zoccola perchè se le zampate comincio a darle a voi vi cappotto.
Ecco. Questo piccolo break di Lucarelli in questa mostruosità sconclusionata di cagata di programma è la sola cosa che mi ha trattenuto dal telefonare in piena notte al presidente Rai e urlargli: buttala fuori, cazzo: esiliala, occultala, falla sparire con metodi leciti, ma anche non. E mi sembra di sentirlo che con un tono che e' un misto di terrore e supplica mi urla: MA CHI? MI DICI CHI? Ma come chi? La De Gregorio. La giornalista che stimo.

O' surdato 'nammurato (rapito e venduto)

la scomparsa di Davide Cervia è così volontaria (in realtà rapito e venduto a Libia o Iraq per la guerra del golfo in quanto super-esperto di armi da guerra iper-tecnologiche che quei beduini avevano i soldi e gli appoggi per possedere ma che non sapevano usare) che devono averci mangiato e gozzovigliato metà servizi segreti. Ecco perchè la moglie è stata fatta passare per matta.
E adesso che "la matta" ha fatto causa a DUE MINISTERI, io penso ancora di più che quella sia una donna con le strapalle, cosa che ho pensato dalla prima volta che Chi l'ha visto? se n'è occupato.
Un marinaretto congedato come addetto alle pulizie o qualcosa del genere (neppure la moglie poteva sapere niente, la avrebbe scoperta dopo, pezzo per pezzo, la verità su un marito che considerava una specie di bel soldatino innamorato e che invece era definito dal Pentagono un genio di altissima tecnologia bellica (tra i primi 5 al mondo) ma che non poteva dirlo neppure a lei, neppure ai figli. Come il sistema Stato si muova compatto quando c'è qualche magagna da occultare, da depistare, da spedire con una zampata lassù nel nulla cosmico è una cosa che mi fa accapponare la pelle ogni volta che nel programma se ne parla.
 Qualcuno dovrebbe scriverci un libro. Lo penso davvero. Perchè Il povero Cervia (probabilmente usato e poi gettato chissà dove e soprattutto come) desiderava così tanto abbandonare moglie e due figli piccoli (per i quali aveva lasciato quel fantastico lavoro, solo per loro..) per scappare con un altra (le istituzioni hanno sempre detto questo alla signora) da aver commissionato una gigantografia di loro due come regalo per l'anniversario di matrimonio che sarebbe stato celebrato pochi giorni dopo.. Pensa questi che sono stati capaci di rifilare a quella povera donna queste minchiate stratosferiche quanto debbano averci guadagnato, quanti soldi possono aver preso per arrivare a decidere deliberatamente di passare da scemi agli occhi di una gran donna che non avrebbe naturalmente creduto neppure per un istante a tutte le stronzate di cui l'hanno letteralmente imbottita, al punto da spingerla a far causa a ben due ministeri. Tutta sola contro due ministeri.
E' una storia contagiosa da quanto è conturbante. Qualcuno ne faccia un libro.
Il nostro genio militare innamorato lo merita.

mercoledì 1 luglio 2015

let's go crazy

"..ma dalle tasche di Berlusconi non sarebbe uscito soltanto denaro per convincere le ragazze a testimoniare il falso in aula di tribunale: l’ex premier avrebbe finanziato anche l’acquisto di case, spese mediche e doni “di elevato valore economico”. 
 Per un totale di oltre 10 milioni. 
Cioè, mentre arrancavano per arrivare a fine mese, gli italiani poveracci decidevano che a guidare il paese doveva essere uno che oceani di soldi li dilapidava per tacitare un plotone di baldracche. Questo è un paese sempre pronto all'impazzimento. Bene non dimenticarlo mai.


martedì 30 giugno 2015

(not) a perfect day,,

la cosa bella di una giornata a cazzo è che comunque finisce     


we are family, i got all repubblichette sovietiche with me..

che tristezza la solita esponente del PD che farnetica in tv di una fantomatica legge sulle unioni civili. Che tristezza anacronistica da repubblichetta ex-sovietica. Non solo siete vergognosamente indietro difronte alla storia, e la sentenza della Corte Suprema americana è lì a dimostrarlo, ma pure semplicemente difronte al comune sentire della gente.
Siete tristi quasi come La7 che ancora ritiene opportuno invitare Giovanardi, esponente di un partito che non esiste se non nelle aule giudiziare, a discutere di un argomento così importante.

domenica 28 giugno 2015

il ghiaccio è rotto..

la prima volta che ho partecipato a un Pride è stato un 28 giugno a Londra (veramente solo a Londra, mai in Italia).
Ricordo che il comitato organizzatore mi spedì alla testa del mega-corteo, perchè per una abominevole legge (age of consent) britannica di allora io potevo dichiararmi gay per la prima volta proprio quell'anno, a quell'età e non prima, per non incappare in guai con la legge (e non stiamo parlando dei primi dell'800, parliamo della londra di George Michael e dei Soft Cell). E perciò fui spedito tra gli "icebreaker". Perchè rompevo il ghiaccio.
Fui solo un pò crucciato all'idea di essere separato dai miei amici, ma alla fine della fiera ritrovarmi da solo in quel bolgione inverecondo rese l'esperienza ancora più adrenalinica. L'impressione che ebbi fu quella di essere coinvolto in qualcosa di grande, di importante: tanta gente, tantissima (e considera che allora al Pride potevano partecipare solo gli uomini, non le donne, e io da bravo supporter di Act Up ero a mia volta un separatista convinto, mentre proprio in quegli anni il dibattito donne si o donne no si stava facendo accesissimo) e uno spiegamento di polizia, in terra e in aria, da lasciare senza fiato. Fui colpito dalle rappresentanze: non credo sia facile comprendere cosa significasse per un giovane gay di provincia trovarsi circondato dalle rappresentanze dei "gay nelle forze armate", "atleti gay di arti marziali", "gay nelle poste britanniche", "gay dell'Eagle Club Harley Davidson"; per fare qualche esempio. L'impatto fu talmente forte da spaventarmi persino un po'.
Ma in realtà si trattò di una fantastica festa. Persino il solito acquazzone inglese in una giornata di sole rese tutto ancora più divertente. Quell'anno l'arrivo era a Hyde Park, non a Trafalgar come oggi, e lì iniziava la serie di concerti, feste, e tutto l'armamentario di contorno tipico dei Pride. A livello di consapevolezza, di autostima, di senso d'appartenenza fu una tale botta i cui effetti mi avrebbero accompagnato per il resto della vita. Importantissima.
Per l'occasione io e un carissimo amico che ora non c'è più, ci tatuammo l'un l'altro, con un pestifero attrezzo rudimentale, questo simbolo. Avevo deciso (da un pezzo, in realtà, ma in modo assoluto e definitivo in quella occasione) che quella parte di me non avrebbe mai più potuto essere occultabile. Dovevo avercelo marchiato sulla pelle. Se non si evincesse già abbastanza conoscendomi, da lì in poi doveva essere insindacabile che potevo essere pure tutte le cose più brutte del mondo, ma che comunque ero io. Ero così. E dovevo essere fiero di quello che ero. Qualsiasi cosa fosse. Se non sei convinto te che sia profondamente giusto, che sia sacralmente giusto essere quello che sei, qualsiasi cosa ciò significhi, come puoi pretendere che lo sia chiunque altro?
Questo è per spiegare ai soliti imbecilli che hanno sempre da sindacare sui Pride (e i culi, e i perizomi, e bla bla bla: anche io ne vedo tante di schifezze antiestetiche ed esibizioni inopportune, se solo metto piede su una spiaggia pubblica, ma mica chiedo di sgomberare) che di questo si tratta. Solo di questo. E credimi, affatto poco.

sabato 27 giugno 2015

sei un mito

Questa immagine l'avrete già vista tutti, talmente è diventata istantaneamente virale.
Ma perchè privarci di un altra bella occasione per imbrattarla di merda? Perchè peritarci?
Adoro la sottile ironia con cui praticamente chiunque in Italia abbia ne abbia corredato la pubblicazione praticamente su ogni social network: battute deliziose, sarcasmo venefico, ironia al vetriolo: tutto molto funny. Ma non è il mio stile, ed è proprio ad esso che intendo continuare ad attenermi: perciò caro silos pieno di escrementi, caro il mio barilone di merda, caro il mio portabandiera nella blasonata Bottino Parade della cara amica Kasta Diva, caro il mio pingue coniuge mordi-e-fuggi a Las Vegas come Alberto Sordi, solo una cosa: sei un mito assoluto.
ps: adesso attendiamo solo l'invito ufficiale a Povia per il tradizionale concerto natalizio alla Casa Bianca.


venerdì 26 giugno 2015

l'eredità di Sylvia..

è stata una bella giornata. E sono sicuro che sarà un bel weekend.
 Ed è bello vedere le immagini che arrivano dal locale, lo Stonewall Inn di New York, dove tutto ebbe inizio, dove veramente tutto ebbe inizio, proprio con quella che viene ricordata come la sommossa di Stonewall.
Da quella notte tra il 27 e il 28 giugno del '69, grazie ad una trans che reagì all'ennesimo blitz della polizia tirando una bottiglia in faccia ad un agente urlando "ci avete trattato come merda in tutti questi anni: adesso tocca a noi.." accendendo così la miccia di una rivolta che si propagò istantaneamente come un incendio e che durò tre giorni, nulla fu come prima.
Quella bottigliata di Sylvia Rivera avrebbe cambiato il corso della storia dei diritti civili negli USA prima, e in tutto il mondo occidentale subito dopo.
Oggi Sylvia sarebbe orgogliosa, se non ci avesse lasciato tre anni fa. Voglio dedicarle questa immagine scattata proprio oggi e proprio davanti al leggendario Stonewall.
Guarda Sylvia: l'atmosfera non è esattamente la stessa di quelle sere. Guarda che gioia.
Te la dedico con immensa gratitudine, a te per quella fantastica bottigliata, e a tutti gli Stonewall Veterans.  Ovunque voi siate, Happy Pride.

"lasciatemi cantare perchè ne sono fiero.."

oggi che la Suprema Corte ha fatto carta straccia di un abominio che solo sino a qualche anno fa davamo per scontato, come se fosse il normale stato delle cose, ovvero che alcuni hanno dei diritti altri no, e mentre ormai ho le bacheche Facebook e Twitter completamente infestate (nel senso di "in festa") dai colori dell'arcobaleno perchè tutti i siti, blog e pagine del mondo stanno pubblicando la storica notizia a tambur battente (magari accompagnandola con quel "l'amore vince" twittato da Barak Obama), proprio in questi momenti, dicevo, ho la netta e disarmante sensazione di vivere in un paese piccolo, provinciale, arretrato, ormai drammaticamente avvitato su se stesso e le proprie meschine miserie: Salvini, i rom, il family day, le seghe nel programma scolastico e tutte le patetiche zozzate di livello realmente così infimo di cui sono infarciti stampa, tv e mondo dell'informazione in genere. Nel weekend che per me, per noi, dovrebbe essere quello dell'orgoglio, della fierezza, della determinazione nel pretendere assoluto rispetto per ciò che si è, qualsiasi cosa sia, annaspo e faccio fatica a trovare un appiglio per sentirmi fiero, orgoglioso.
Di sicuro, non di essere italiano.

giovedì 25 giugno 2015

o' vasino nnammurato..

vincendo un po' di istintiva ritrosia nei confronti di qualsivoglia tipo di sguerguenze, confesso che anch'io sono ricorso spesso a quelle piccole icone (faccine sorridenti, faccine imbronciate, faccine di cazzo etc) che questo social network mette a disposizione a complemento di un post o di un commento. Mi capita infatti di esprimermi a volte in modo un po' brusco, e succede di frequente che una battuta scherzosa faccia pensare a qualcuno che io sia incazzato lezzo mentre invece sto appunto solamente scherzando. E, senza indulgere troppo in pupazzetti, orsetti, gattini, tortine e amenità varie, senza ombra di dubbio una faccina sorridente o un occhiolino o qualsiasi altra di queste chiaviche di disegnini può essere d'aiuto al fine di chiarire gli intenti. Oltre a risultare comodissima quando non te ne frega uno stracazzo di rispondere, e per pura cortesia ti prendi giusto il disturbo di cliccare su una di queste minchiate.
Adesso però quando clicco sull'icona che dovrebbe aprirmi il ventaglio di scelte, mi appare la scritta "biscottino innamorato":
 Ora: a parte tutte le sudiciate turpi che possano balenarmi per la testa leggendo le parole "biscottino innamorato" (divieto assoluto di divagare sull'inzuppo), e prima di trovarci a dover scegliere tra i trottolini amorosi du du da da da, mi chiedevo caro Zuckemberg se non stessimo per caso tutti un po' cagando fuori dal vasino. Innamorato.

mercoledì 24 giugno 2015

apertissime..

i giornali e i tg di oggi erano letteralmente impestati da questa fantastica notizia dei vescovi che nel prossimo sinodo "apriranno" ai gay.  Ora: dai un'occhiata alla foto. Fatto?
E allora prova a immaginare quanto possa non fregarmene un faraonico stracazzo dell'apertura di questi qui.

lunedì 22 giugno 2015

il pranzo è servito

oggi inizia quel lerciumaio di cosa in Cina che non voglio nemmeno nominare, e soprattutto, come ho già detto spesso, non voglio VEDERE (e chiunque me le faccia trovare sotto il naso lo faccio fuori senza un istante di esitazione come ho sempre fatto fin'ora).
A parte il piccolo dettaglio che io personalmente il problema lo risolverei con le armi chimiche senza indugio alcuno, voglio solo aggiungere che sono orgoglioso che il governo del mio paese non abbia proferito verbo su questo abominio.
Orgoglioso perchè ciò rafforza la mia convinzione che l'Italia attualmente sia governata da un branco di poveracci che hanno cominciato a fare politica dopo averne provate di tutte coi programmini ultra-trash delle favolose reti Mediaset.


domenica 21 giugno 2015

la storia di Roma

Ieri a Roma avere manifestato contro la storia. Ma la storia, tanto per cambiare, non ha prestato molta attenzione.

Adinolfi e fortunatissima consorte.

giovedì 18 giugno 2015

libero e bello

Fabrizio Corona esce dal carcere e viene affidato alle amorevoli cure del misericordioso Don Mazzi nella sua comunità. 
Ma visti i casini che è riuscito a piantare praticamente ovunque abbia messo piede, verrebbe da dire che ora per Don Mazzi sono.. guai.


the tears of a clown

le immagini dello schiaffo di un clown e la voce di una bimba che dice così: 
"lo schiaffo che fa ridere non fa male. Lo schiaffo che fa male non fa ridere. Un bullo non è un clown. E' un pagliaccio". 
Io avrei scelto buffone al posto di pagliaccio, ma bello spot.


mercoledì 17 giugno 2015

Donald Duck ci rifà..

stamattina all'alba su Rai News 24 sbirciavo distrattamente la conferenza della candidatura ufficiale a presidente degli Stati Uniti di Donald Trump (già, ciarisiamo) naturalmente al grido di "non posso essere manovrato dalle lobby e i loro finanziamenti. Io sono più ricco di loro!" (che ha pure un suo perchè) e altre amenità su Isis, immigrazione, e naturalmente Barak Obama, che lui definisce "forza negativa", ca va sans dir.
E' noto (per modo di dire) che io non abbia in particolare simpatia i nababbi ricchi sfondati, che se dipendesse da me sarebbero tutti molto meno nababbi ricchi sfondati. E perciò ho trovato deliziosa la replica di Cher che su Twitter ha scritto: "uno che non riesce a sconfiggere quella cosa che ha sulla testa al posto dei capelli come fa a sconfiggere l'Isis?". Parola più parola meno.
 Sai qual'è il problema, cara Cher? Che di sicuro da quelle parti in quanto a presidenti non vi siete fatti mancare niente, ma almeno il rischio Trump è ovvio che non lo correte.
Mentre qualcosa mi dice che qui in Italia è un attimo e ce lo saremmo ritrovato premier.
Chissà perchè.

di diritti e gas serra

"Proprietà privata diritto non intoccabile. Contano diritti e funzione sociale.
Banche? Non da salvare ad ogni costo.
La riduzione dei gas serra richiede onestà da parte dei paesi più potenti e più inquinanti.".
Pablo Iglesias di Podemos? No. Alexis Tsipras? No.  Papa Francesco, enciclica Laudato sì.

schifo e odio

le immagini che arrivano ormai a getto continuo dal fronte di questa fantomatica "emergenza" immigrati mi suscitano schifo.
Animali. In culo a ogni convenzione o trattato internazionali, alla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, o anche solo a qualsiasi credo religioso, si trattano degli esseri umani come animali.
E sanno benissimo tutti che per i miei gusti neppure gli animali si trattano così.
L'Europa governata da questi quattro personaggi da operetta che agiscono in base a principi nobili tipo il cagarsi sotto all'idea di regalare una manciata di voti ai talebani delle destre xenofobe, sta dando di se uno spettacolo talmente brutto che secondo me ha eguali solo nell'indifferenza sfoderata a suo tempo nei confronti dell'olocausto.
 E gli europei (e gli italiani!) che preferirebbero continuare a vivere indisturbati mentre a poche miglia da qui sta semplicemente avvenendo ciò che tutti sapevamo benissimo che prima o poi sarebbe avvenuto e a cui tutti abbiamo contribuito, ovvero che intere popolazioni si scassassero il cazzo di abbassare la testa davanti a fame, guerre deliranti, fanatismi religiosi medioevali che nessuno di noi tollererebbe anche solo per un minuto, e cerchino riparo altrove, salvando la vita loro e dei loro bambini, questi europei, dicevo (e questi italiani!) mi fanno schifo. Mi suscitano odio.
E con le forze politiche (non parlo di sinistra italiana perchè ormai mi sembra di parlare di UFO, ne dei grillini anime candide e incontaminate che continuano a fingere di non vederle ste robe, loro che hanno tanto a cuore le istanze dei "cittadini", e io preferisco continuare a fingere di non vedere loro) che ancora ricorrono a sentimenti come schifo e odio, io ho un problema.
Da oggi io con questi ho un problema.

ecco di cosa si preoccupa lo sciacallo Grillo, che intanto
si premura di accomunare topi, spazzatura e esseri umani.