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LABELS

ALTROVE (469) UN ALTRO GIORNO (141) QUI E ORA (77) NOTE (8)

lunedì 2 maggio 2016

c'è un grande parco verde..

Tg, siti, giornali e programmi tv sono letteralmente infarciti dei risvolti giudiziari riguardo la morte della piccola Chicca, e della sequela di situazioni da film horror, e intendo veramente da film horror, che si svolgevano mi sembra di capire con drammatica quotidianità in quell'agglomerato di appartamenti a Caivano chiamato Parco Verde (nome che stride un po, diciamocelo, con il sudiciume che è venuto fuori) e che sono finite sotto le luci della ribalta (e lo dico con rispetto per le piccole vittime) solo perchè loro stesse, le piccole vittime e solo loro, hanno parlato. 
Parlato di abomini che si perpetravano nel silenzio e nell'indifferenza di tutti, con gentili vicine di casa che si premuravano di far sparire scarpette così, giusto per non avere rogne. E di grazia, dov'era tutto questo interesse dei media per una situazione che io per esempio conosco benissimo da tempo, mentre tutto questo continuava ad accadere? Tutto questo interesse  sino ad ora chi l'ha visto
Già: ecco perchè io sapevo tutto. Perchè quel programma, e solo quel programma, ne ha sempre parlato, ha sempre denunciato, ha attirato l'attenzione degli inquirenti, ha fatto il rumore necessario affinchè chi di dovere drizzasse finalmente le orecchie. Ma c'è un'altra cosa di cui nessuno parla, ops, un altro ingombrante fagottino: il piccolo Antonio (quattro anni), volato a sua volta giù dalla finestra giusto un anno prima. Davvero solo Chi l'ha visto aveva capito che in un condominio dove volavano giù bambini dalla finestra con macabra cadenza annuale potesse esserci qualcosa che non andava? Solo Chi l'ha visto pensava che, pur volendo credere alle coincidenze, c'era qualche bambino volato dalla finestra di troppo? 
Eppure si. E' stato così per anni (Antonio è morto nel 2013). Un grande programma, fortissimo nel giornalismo d'inchiesta e investigativo che ha fatto venire alla luce dozzine di casi che altrimenti sarebbero finiti nel dimenticatoio, senza traccia di giustizia (solo nella scorsa puntata si trattava ancora della morte di Willy, un ragazzino di 13 anni trucidato trent'anni fa da aguzzini pedofili che probabilmente in questo momento si stanno gustando un gelato in una bella piazzetta di Correzzola: la Sciarelli non molla), e che ad esempio ha strenuamente condotto una fortissima battaglia per l'introduzione del reato di omicidio stradale che finalmente è stato ottenuto, e che non ha mai, e dico mai, per un pregiudizio che si trascina dalle prime lontanissime puntate, ancor prima della leggendaria e compianta Donatella Raffai, ricevuto la dovuta credibilità e il dovuto rispetto, a colpa dei soliti tromboni (incluso qualche politico, uno a caso, proprio in tempi recenti) che ancora continuano a considerarlo il programma di chi non si fa i cazzi suoi e vuole sapere tutto sul povero vecchietto desaparecido che probabilmente sta semplicemente girando in lungo e in largo nel vicinato in balia dei suoi favolosissimi deliri, e che continuano a sparare merda ogni volta che anche solo sfiorano l'argomento senza avere neppure l'accortezza di contare fino a dieci.


domenica 1 maggio 2016

Modena City Uallera

Marlene Kuntz, Modena City Ramblers, Bandardò etc. 
Visto che ormai li scongelate solo per quel'obbrobrio di concertone del 1° maggio, abbiate almeno la creanza di risurgelarli subito dopo. Non se li incula nessuno da anni.


giovedì 28 aprile 2016

e tu.. e noi.. e lei fra noi..

è tutto il giorno (per fortuna è solo un modo di dire: ho pure di meglio da fare, grazie) che vedo e leggo Salvini che spara merda su Berlusconi (con cui comunque è regolarmente alleato a Milano) che come si sa ha si scaricato Bertolaso, ma non per convergere sulla Meloni bensì su Marchini (quello "libero dai partiti", sic) come candidato sindaco alle amministrative romane. 
Mi chiedevo: è la memoria a tradirmi o quella pagliacciata di pseudo-primarie leghiste, nelle quali il nostro prode chiedeva ai romani (almeno a quei pochi che si sono presi il disturbo) chi avrebbero voluto come sindaco, aveva non vinto ma stravinto proprio Marchini, con la Meloni classificatasi dopo i fochi? E allora se le sue primarie hanno dato quell'esito, perchè ora tutto questo puzzo su Marchini? 
E un'ultima domanda: perchè se i buffoni fanno ridere, te invece a me Salvini mi fai sempre e solo cagare?

mercoledì 27 aprile 2016

giust'appunto..

continuo a ricevere mail da un sito di incontri che senza tante parafrasi mi chiede se voglio conoscere signore mature. Certo che voglio: stavo appunto pensando di metter su un club per degli incontri a base di tè, pasticcini e ricamo creativo nei piovosi pomeriggi d'inverno.


martedì 26 aprile 2016

l'Isis sei tu, chi può darti di più..

succede che i talk show ad un certo punto si accorgano di fare picchi di ascolto quando trattano di temi terra terra, che riguardano la nostra vita di tutti i giorni, mentre si affloscia l'audience, oltre che i coglioni, quando ci sono le solite Santanchè, i soliti Gasparri, le solite Serracchiani e i soliti Di Maio. 
Finisce così che stasera, perfettamente in sincro, sia Ballarò (Rai Tre) che "Di martedì" con Floris su La7 parlano contemporaneamente delle schifezze contenute in praticamente ogni cazzo di singolo alimento o bevanda che acquistiamo e consumiamo quotidianamente, e lo fanno con l'ausilio di super-esperti, tra l'altro in entrambi i casi ottimamente scelti, di grande preparazione e abilità comunicativa, di cui naturalmente non abbiamo motivo di dubitare. E finisce così che scopriamo che i succhi di frutta risultino di un livello di nocività epatica pari all'alcol tanto da veder crescere vertiginosamente le casistiche mondiali di cirrosi e trapianti di fegato soprattutto tra i bambini che dei succhi sono i più grandi consumatori, e che l'alimento che reputiamo sano e leggero per eccellenza, ovvero l'insalata, contiene merda e pesticidi se acquistata sfusa e una condensa piena di non ricordo bene quali cazzi di micro-mostriciattoli se pre-lavata e imbustata, e via con un altro milione e mezzo di informazioni da film splatter su praticamente ogni cosa, e intendo ogni cosa che ingeriamo: dalle noci sbiancate con la candeggina, alle patatine che delle patate non contengono neppure l'ombra ma che in compenso contengono addittivi al pari delle sostanze stupefacenti, per non parlare degli alimenti e delle bevande delle macchinette (anche negli ospedali, ad esempio) che risultano essere dei veri e propri attentati alla salute pubblica, e sia chiaro, con le insidie che si annidano praticamente in ogni fase della vita di un prodotto: produzione, confezionamento, trasporto, conservazione domestica etc, visto che tanto poi, se pure per una botta di culo riesci a portare a casa qualcosa che non sia gravemente tossico, e la vedo dura, la schiaffi comunque nel frigo che se non è stato sterilizzato dagli esperti della Nasa è a sua volta un ricettacolo di batteri e un generatore atomico di muffe venefiche (rigorosamente invisibili). 
La soluzione parrebbe essere quella di girare tra gli scaffali di un supermarket con sottobraccio la mini-laurea in biologia e scienze nutrizionali e di vivere in una camera iperbarica come il poro Jackson. Non troppo praticabile, perciò. 
Salvo che poi però magari ti riduci a mangiare come un fringuello in una brughiera nevosa, a ululare alla luna dalla smania per un frittatone con le cipolle ma ops, sei geneticamente predisposto. E il tumore o l'infarto vengono a te e non a chi si sfonda come una latrina (io ad esempio) di ogni schifezza possibile e immaginabile. 
E allora invece la mia di soluzione è esattamente questa: andate caramente a pigliarvela al culo. Aridatece la Santanchè.



vince chi la spara più grossa

Partiamo da un semplice assunto: non riuscire a creare un solo posto di lavoro condannando un'intera generazione (e passa) al tran tran dello stagionale per quattro mesi e all'assistenzialismo per i rimanenti otto, è più difficile che crearne. E di grazia, chi li ha creati questi posti di lavoro oggi, ieri, l'altro ieri?
Partiamo da questo innocente dato statistico per provare, forse con un po' di trombonaggine moralista, a dire: calma ragazzi, le state sparando veramente troppo grosse. Abbiamo capito le campagne elettorali e bla bla bla. Ma davvero non ci meritiamo un po' più di pacatezza? Di concretezza? Di realismo? E si, di sincerità?
Abbiamo tutti visto e stravisto il solito brulichio di solerti operai intenti a potare aiuole e aiuolette e riasfaltare questa o quella stradina in prossimità di una tornata di amministrative. Li abbiamo visti così tante volte da averli fracichi in corpo. Va da se che non può essere quello ad infinocchiarci. Nè può esserlo questo snervante, ossessivo, patologico mantra di post e commenti, e ancora post e commenti su come sia tutto sbagliato, tutto inutile, tutto da rifare e noi lo rifaremo meglio. Non può esserlo perchè le ataviche piccole, grandi magagne che affliggono Orbetello da decenni (già, decenni) si risolvono solo con un colpo di quella bacchetta magica che però nessuno possiede. Oppure con la lungimiranza, con un lavoro lungo e faticoso, con la massima concentrazione di chi se ne assume l'onere, e possibilmente con la certificata competenza di chi accogliamo in squadra, preferibilmente non soltanto perchè portatori sani di voti, che tanto poi i nodi vengono al pettine eccome, mettendo nel calderone pure qualche malaugurata calamità imprevista e chissà quanto imprevedibile.
Non amiamo ricorrere a termini abusati, ma stavolta il sostantivo teatrino ci esce dal cuore, più che dalla bocca. Per tutto ciò che stiamo vedendo e sentendo. E stiamo vedendo e sentendo così tanto, così troppo da interrogarci: ma davvero siamo così babbei? O ne sono convinti solo loro?
Si va da quelli a sentire i quali l'attuale amministrazione non ne ha azzeccata una che è una, magari per sbaglio, magari per la legge dei grandi numeri, magari perchè anche un orologio scassato un paio di volte al giorno segna l'ora esatta, macchè: una catastrofe, una Caporetto, un disastro epocale, talmente epocale da risultare surreale pure ai più acerrimi nemici della giunta Paffetti, visto che stiamo comunque parlando di una squadra di persone adulte e mediamente intelligenti e non di un branco di beoti intenti a far bagordi alla sagra dell'abbacchio. Ma, dovendo proprio ammettere che così sia stato, ammesso che qualcosa non abbia fatto proprio cagare, allora è qualcosa che era stato iniziato dalle precedenti amministrazioni.
Che, diciamocelo, non sono state di passaggio. Non sono state meteore. Ma che invece hanno avuto tutto il tempo, modo e maniera per tramutare Orbetello in questa Bengodi dell'efficienza e dell'opulenza che però, ops, nessuno di noi ha mai visto (ma forse c'eravamo distratti).
Agli altri, che forse qualche errore l'hanno commesso, ma sempre e solo perchè la burocrazia, perchè la precedente amministrazione, perchè l'opposizione, perchè la Provincia, perchè la Regione, perchè il WWF, perchè il governo centrale, perchè l'Associazione Reduci del Vietnam, perchè Nonna Papera e mai per colpa di qualche assessore non esattamente da premio Nobel o scelte un po' a cazzo e un non richiesto surplus di presunzione e delirio di onnipotenza che non suscitano esattamente sti grandi sussulti di empatia, detto fra noi.
E gli altri ancora che, dall'alto della loro Gaia beatitudine, si incartano in ragionamenti così criptici, così logorroici che Renato Zero gli fa un pippone, con quei pochi poveretti che bontà loro si sono degnati di prestare un minimo di attenzione, che ancora vagano per il paese a interrogarsi su cosa minchia vogliano dire quei deliri e già che ci siamo pure sul mistero cosmico.
Ma su una cosa sono tutti gagliardamente concordi: loro faranno (o rifaranno) meglio e di più. E a noi poveri comuni mortali non rimarrà che assistere folgorati da stuporone quasi mistico ad un'accessoriata gamma di miracolistica che Padre Pio al confronto è il Santone di Arcella, a partire dalla resurrezione dell'ex Sitoco, ovviamente tramutata in una specie di eden (e bada bene, non la rinomata balera) in terra con abitazioni da sogno, centri commerciali e SPA per le tardone romane, quelle con addosso tanta di quella plastica che per riciclarle c'è da scatenare un'altra terra dei fuochi, alla realizzazione di un vero e proprio villaggio olimpico, altro che impianti sportivi, e al brulicare di attività museali per i nostalgici tardo-fascistoidi delle prodi imprese di Italo Balbo nel parco ex-Idroscalo, a una laguna con le acque così limpide e pescose che le barriere coralline del Madagascar al confronto sono fogne a cielo aperto, all'inaugurazione dell'agognatissimo teatro che tanto a Orbetello tutto ci manca tranne che gli attori e le attrici, senza stare a scomodare tanti Bagaglini, al ritorno del Festival dei Presidi che saluterà la reunion degli Abba mica quella dei Pooh con Riccardo Fogli, che non stiamo qui a pettinare le bambole (o a far marcire intere gradinate e impianti acquistati non esattamente ai saldi da Ikea), all'esodo biblico di mastodontici nugoloni di moscerini che dopo secoli di onorata cittadinanza abbandoneranno quello che in realtà è semplicemente il loro habitat naturale (quello lacustre) per trasferirsi armi e bagagli in periferia di Frosinone, alle frazioni che finalmente splenderanno di luce propria con Albinia nuova Las Vegas e Talamone a fare concorrenza a Saint Tropez, e a proposito, ovviamente il ritorno del Frontone di Talamone, ma se se servisse a scucire il voto di qualche boccalone in più, perchè non la piramide di Cheope che tanto in Egitto tira una brutta aria, al ritorno ai massimi fulgori dell'ospedale, smantellato pezzo per pezzo già un paio di giorni dopo l'inaugurazione nemmeno l'avessimo fatto coi Lego, fulgori per i quali si sta già trattando con Eric Dane di Grey's Anatomy che, diciamocelo, anche l'occhio vuole la sua parte e tanto comunque è disoccupato, e mica ci siamo accontentati del ritorno del poro Garibaldi, dato che nella sua immobilità statuaria risulta pure un pò lugubre e perciò si considera l'opzione ologramma, magari con a fianco Michael Jackson, per vederlo finalmente muoversi e tornare a nuova vita, non prima di aver tramutato la solita, cara, vecchia, pallosissima tiritera della fontana di piazza Cortesini nella stupefacente Versailles de noantri.
E se invece più realisticamente provassimo tutti a rimettere i piedini in terra e smettere di sparare minchiate fuori dalla grazia di Dio, evitando così qualche bel merdone di figura nei tre-quattro anni a venire, oltre che a offendere l'intelligenza dei cittadini che forse, e sottolineiamo forse, se in quanto a presenza alle urne sono ormai una riserva indiana, una razza in via di estinzione sotto tutela del WWF, è proprio perchè nauseati da questo tsunami di belle parole che chi scrive è attempato a sufficienza da ritenere sempre e solo le solite quattro cazzate, dato che all'orizzonte non si intravedono verginelli dell'impervia pratica dell'amministrare bensì signori e signore che hanno già (abbondantemente) dato e che potrebbero intanto provare a raccontarci, e possibilmente senza scaricabarili thank you, perchè tutto questo non l'hanno già fatto nelle loro precedenti esperienze, magari spiegando con maggiore chiarezza a quell'(abbondante) fetta di cittadinanza che proprio non la vuole intendere che la coperta è comunque corta, e che se ti copri il mento scopri i piedi, e che se aggiungi di qua togli di la, e proprio con questo bisogna fare i conti, vuoi mai sapere che se non altro apprezzeremmo la sincerità e il realismo, che in politica dovrebbero essere due doti non esattamente opzionali? E magari impiegare il tempo che si passa a presenziare tutto il presenziare possibile e immaginabile, reale e virtuale, (e tiriamo un sospiro di sollievo nell'apprendere che il vescovo goda di buona salute) a ribadire agli orbetellani che tutti i buoni propositi di questo mondo alla fine della fiera cozzano fragorosamente col fatto che amministrare un comune, anche di modeste dimensioni come il nostro, è tutt'altro che semplice vista anche l'adorabile propensione di chi ci ha governato a Roma negli ultimi vent'anni a farsi belli togliendo tasse e balzelli che poi però lasciano in mutande proprio i sindaci, facendo le belle fighe con le passere degli altri (evitando per una volta di fare il solito sfoggio di omofobia a tutti i costi con culi, froci e via adinolfando) pratica, quella della bellafigaggine, in cui non se la sta cavando malaccio neppure l'ultimo arrivato nostro conterraneo, giusto per ricordare al mondo che Pinocchio è nato in Toscana.
E provare a contrastarla proprio noi, questa elementare nozioncina biografica?

i candidati alle prossime amministrative di Orbetello:
Monica Paffetti (centrosinistra), Alfredo Velasco (M5s), Andrea Casamenti (centrodestra)

attenti a quei due

ah, ecco: mi ero perso la reunion di Bud Spencer e Terence Hill per il sequel di "Anche gli angeli mangiano fagioli (e gli italiani si bevono di tutto)". Ora che gli sceriffi si sono finalmente incontrati è proprio il caso di metter mano a qualche vecchio proverbio polveroso tipo "Dio li fa poi li accoppia". Già: accoppia. Purtroppo c'è la i.

venerdì 22 aprile 2016

il rampollo

la candidata sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle ha appena detto a Omnibus che lei ieri è andata a riferire sull'andamento della campagna elettorale a Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, scomparso di recente. Riferire? Ho capito bene? "E perchè?" chiede la giornalista? Per il ruolo di "garante" che Casaleggio jr ricoprirebbe, a sentire proprio la Raggi.
Prego? Garante? E chi lo avrebbe deciso questo ruolo di "garante"? Perchè vede, a noi invece risulta che il signore a cui lei ieri ha "riferito", in realtà abbia semplicemente ereditato l'azienda che possiede il sito che praticamente pilota il vostro movimento (e persino il marchio del movimento stesso) di certo non gratuitamente e di sicuro non perchè lo abbiano deciso "i cittadini", ma per una elementarissima questione dinastica.
Ovvero, dove persino Piersilvio Berlusconi e quello squalo di sua sorella Marina hanno avuto la decenza di fermarsi.

giovedì 21 aprile 2016

e tutte de'n tratto.. Roma!

Io sono ignorantello, lo so: terza media e per il rotto della cuffia. Ma che cazzo vorrà mai dire che oggi è il compleanno di Roma? Fecero l'inaugurazione come una filiale di Poltrone & Sofà? Fu trasportata e adagiata sulle sponde del Tevere una bella notte di aprile da una navicella di alieni ante litteram munita di trasportini per i leoni di gladiatori? Fu edificata in un sol colpo, senza neppure il break-pisciata, da una infaticabile squadra di muratori magrebini? C'è pure il celebre detto, peraltro abusatissimo in tutto il mondo: Rome wasn't built in a day. Vorrà pur dire qualcosa..


mercoledì 20 aprile 2016

"si chiama uh, toga-toga toga.."

io invece, caro Renzarelli, penso che l'unico problema, ma proprio l'unico, che questo paese non patisca sia il giustizialismo. Forse sarò un osservatore distratto, un po sbadato, magari sarà la primavera, perchè a me guarda caso sembra l'esatto contrario: il lassismo giudiziario, la certezza della pena ridotta a una simpatica burletta, meccanismi di prescrizione che ormai sono la vera se non unica strategia difensiva di qualsiasi avvocato ma soprattutto di quelli che difendono clienti facoltosi che possono permettersi di traccheggiarsi per anni e anni,di rinvio in rinvio, di cavillo in cavillo, oltre naturalmente a un vero e proprio Bengodi di impunità per l'evasione fiscale e soprattutto un sistema iper-garantista proprio con voi, con voi classe politica e dintorni, che per inciso vi siete costruiti con le vostre stesse manine sante e benedette, non certo a furor di popolo. 
Sarà solo una coincidenza, caro segretario del partito del ‪#‎Ciaone‬, che le tue battutine, il tuo humor da casa del popolo, il tuo piglio da cabarattista di Colorado (livello merda, intendo) sparisca per incanto e lasci il posto all'espressione truce di ordinanza e al musino corrucciato solo quando parli di intercettazioni, giustizialismo e (soprattutto) magistratura? Sarà una coincidenza pure che in quanto ad avversione per le toghe te la giochi solo con quel monumento nazionale alla corruzione che è Berlusconi? 
Perchè ti spiego: io non è che proprio non dorma la notte per la paranoia di essere intercettato: se qualcuno ha voglia di ascoltare qualche sonora maialata alla Boccaccio o snervanti resoconti sulle peripezie con i gatti randagi prego, si accomodi. Perchè altro da sentire non c'è. E perciò puoi capire quanto cazzo me ne possa mai fregare al mondo di essere intercettato, soprattutto se questo strumento serve a garantire a me e al mio paese più sicurezza e ricerca della giustizia. 
 Rimango attaccatto alla vecchio caro detto cinese, per te forse un po' demodè ma per me ancora gagliardo e attualissimo, che dice "male non fale paula non avele.". 
Tu no, tesò? Ciaone.


martedì 19 aprile 2016

and the winner is.. Giovannona coscialunga!

Mi lascia un tantino basito tutto sto stupore per la totale assenza di premi per Checco Zalone ieri ai David di Donatello. 
Certo, il suo film ha sbancato al botteghino. Ma se il criterio è questo allora a suo tempo avremmo dovuto darlo a "Anche gli angeli mangiano fagioli" invece che a "Una giornata particolare"? O a Anna Maria Rizzoli anzichè Monica Vitti?



sorry, era domenica. Facevo bricolage.

"Perdonateci. Siete un dono non un peso". 
Queste semplicissime ed eloquentissime parole sono state pronunciate da Papa Francesco mentre era ancora immerso nel bagno di miseria e disperazione che si è voluto (di sicuro non casualmente, conoscendo il tipo) infliggere lo scorso weekend con il suo viaggio a Lesbo, in Grecia. Le riscrivo perchè temo che alcuni si siano distratti, magari con i sacrosanti trastulli domenicali, e non le abbiano potute sentire. O più verosimilmente volute sentire. 
Tipo il nugolo di ayatollah bigottoni fascistoni dei Family Day che quando Papa Francesco fa queste cose (e una di queste cose, il viaggio a Lampedusa, è stata la prima cosa che ha fatto, non casualmente neppure quella volta, temo) come per incantesimo dimenticano le tanto sbandierate radici cristiane che invece puntualmente saltano fuori quando c'è da dare addosso a coloro che vivono in Italia professando una diversa fede religiosa e ancora più puntualmente quando si parla di gay e dintorni, due ossessioni che ormai sfiorano il patologico per una buona fetta di cittadinanza del merdaio di paese arrogante, egoista e indifferente che siamo stati capaci di diventare. 
E prevedendo che ci sarebbe stato il solito imbecille che avrebbe risposto con la solita lallera del "allora prenditene qualcuno a casa tua", lo ha fatto: tre famiglie. Simbolicamente. Ma un simbolo grosso come un macigno sulla coscienza di un'Europa incapace, ignorante e xenofoba che non fiata sugli oltre due milioni di stranieri che ogni anno (già, proprio così: ogni anno) arrivano da altri paesi (filippini, brasiliani, latinoamericani, statunitensi, australiani etc) ma che evidentemente non costituiscono "un'invasione" anche se si impossessano di lavori e case nè più e nè meno come vorrebbero fare i disperati che fuggono dagli orrori che si perpetrano quotidianamente in tanti angoli del mondo, compresi quelli che noi abbiamo la vomitevole propensione a definire "migranti economici" come se fuggire da paesi poverissimi, dove non si può dare un futuro ai figli, dove si è costretti a decenni di servizio militare, dove è letteralmente impossibile curare malattie che per noi sono vere e proprie cazzate e che in quei luoghi fanno stragi fosse un vezzo. 
Come se non l'avessimo fatto noi per primi. Come se i primi "migranti economici" non fossimo stati proprio noi, a milioni, dislocati ovunque nel mondo civile e trattati in modo assai poco civile come bestie, per decenni. E soprattutto, come se fossimo così idioti da non farlo pure noi se ci trovassimo in circostanze analoghe. 
Ma sulle parole "cristiane" di Papa Francesco ci si può distrarre, ci si può concedere un break domenicale di non-cristianità e dedicarsi a un po' di sano e solido bricolage laico. Mentre invece guai a farlo sui diktat politici di porporati ricchi sfondati col vizietto dell'attico con vista panoramica e propensione al magheggio di ogni ordine e grado, che fanno schifo al cazzo solo a guardarli, figuriamoci a sentirli.


domenica 17 aprile 2016

tutti al Concella Festival

e così siti e giornali specializzati (ma non solo) non fanno altro che parlare di questo incredibile evento, l'edizione 2016 del Coachella Festival (in California) che dovrebbe vedere su un unico palco star del calibro di Bob Dylan, Paul Mc Cartney, Rolling Stones, Neil Young, gli Who, e Roger Waters dei Pink Floyd in un colpo solo (anche se, vista l'età media, sarebbe più elegante non rammentarli proprio i colpi. Vuoi mai sapere).
I problemi organizzativi più rilevanti si stanno rivelando il reclutamento in massa di un plotone di badanti messicane e l'allestimento dell'area-cateteri nel backstage, così come pure le trattative con Spielberg per la regia dell'evento, che però pare imponga come clausola l'utilizzo di parti delle immagini per il prossimo sequel di Jurassic Park.
 E le soprese potrebbero non esaurirsi con l'elenco stellare del cast: si sta lavorando ad una side-conference su uso e abuso di droghe pesanti tenuta dall'ologramma di Janis Joplin in persona (cioè, non proprio persona persona), e di una performance spiritica della buon'anima di Jim Morrison, invocato per l'occasione dai poteri divinatori del Mago Otelma.
C'era una volta il rock, la musica dei giovani.

giovedì 14 aprile 2016

finchè morte (nera) non ci separi

i fondali e gli arenili sono patrimonio inalienabile della collettività, non degli amichetti delle ministre Renzi. Solo in Italia certe cose vengono date in concessione vita natural durante, sino a esaurimento scorte: solo in Italia. E ecco cosa si chiede votando si: di far parte del mondo, non di una conventicola, di una combriccola, di una lobby ingorda e arrogante. Possibilmente non sorvolando sul piccolo dettaglio che in termini di approvvigionamento energetico è la storia ad andare da tutt'altra parte.


martedì 12 aprile 2016

in nome del padre

il delirio idolatrico di cui è inondato il web in occasione della morte di Casaleggio fa spavento. E non per modo di dire: spaventa davvero. Almeno me.
I seguaci del Movimento 5 Stelle non si risparmiano di certo in iperbole da struggimento, sino a roba tipo "per me era un fratello, un padre". Prego?
Vediamo: con tutto il rispetto per la persona (un professionista di rara abilità nel settore della comunicazione più che un politico) perchè mai un leader polito dovrebbe essere mio fratello? In base a cosa dovrei considerare un personaggio che stimo, che ammiro, anche molto, anche moltissimo, un padre? In questo tsunami di venerazione, di rapimento mistico, di culto della personalità c'è qualcosa di ancora più malato che nella cloaca maxima della vecchia politica a cui Casaleggio ha sicuramente dato, nel bene o nel male, una sonora spallata. E di certo non contribuiscono a diradare il mio senso di disagio i logorroici, incomprensibili sproloqui affabulatorio-propagandistici di un Dario Fo spappardellato ad uopo praticamente in ogni dove: giornali, siti, tv.
Riposi in pace, Casaleggio. E riposi un pochino anche lei, signor Fo.

venerdì 8 aprile 2016

Bruce says NO MORE

Con questo comunicato Bruce Springsteen ha annullato le tappe del suo Tour in North Carolina: "Protesto contro chi vuole cancellare i progressi fatti nel riconoscimento dei diritti. Siamo solidali con i combattenti per la libertà, ci sono cose più importanti di uno spettacolo rock" 
Secondo una di queste mostruosità di leggi che solo gli americani riescono a abortire, in North Carolina l'accesso ai bagni pubblici (scuole, palestre, ospedali per esempio) sarà concesso in base al sesso anagrafico originale, quello del certificato di nascita, di fatto riconoscendo come inesistente qualsiasi variante o percorso di genere. 
Cioè, una studente trans dovrà pisciare nel bagno degli uomini (e molti "uomini" saranno contentissimi, deduco). E perciò Bruce Springsteen ha detto che lui in North Carolina non ci mette proprio più piede. E la musica (e i suoi fans) possono aspettare. 
Baby i was born to run...


giornata nazionale del cagnolino scodinzolante

Sguinzagliamento di massa dei lacchè di Renzi che su ogni canale e in ogni tg si sperticano su quanto questo governo non sia il governo delle lobby (ma no dai, chi l'ha detto?) ma quello del cambiamento. Cari servetti scodinzolanti, siete talmente il governo del cambiamento che al confronto i governi Craxi sembrano dei sinodi su morale e etica in politica. Mi verrebbe di dire una schifezza mai vista. Ma purtroppo vistissima. A tanto ammonta il cambiamento di sto cazzo.

il sorpasso

Essere un paese molto cattolico e molto mafioso (quasi quanto noi) non ha impedito anche alla Colombia di superarci in civiltà e modernità. 
Evvai.


giovedì 31 marzo 2016

Vasco e il paese per vecchi

il nuovo singolo di Vasco Rossi è una delle robe più brutte che abbia mai sentito in vita mia (e si che per obblighi professionali non mi sono fatto mancare proprio niente): sembra estrapolata dal repertorio di un'orchestrina di messicani 'mbriachi (con un agghiacciante stacco di fiati che la prima volta che l'ho sentito mi è venuto il singhiozzo dallo spaglio). 
Ora: capisco che quando si ha alle spalle una carriera così importante e longeva sia lecito strizzarla finchè si può: concerti che sono un'apologia di goffaggine senile (con una Madonna ormai completamente allo sbando, tra acciacchi e sbornie, come gagliarda capoclasse), un'asfissiante e inutile sequela di raccolte, compilation e improbabili live, docu-film che nessuno guarda e libri che nessuno legge eccezione fatta per il solito contingente di fedelissimi, ormai attempatelli pure loro, poveri. Tutto bene, tutto regolare, comprendo tutto. 
Ma le canzoni, quelle nuove, quelle che poi finiscono con l'uscire in pieno 2016, io sarei per lasciarle scrivere a chi ha l'entusiasmo, la creatività e soprattutto l'età giusti per farlo, specie quando è da tempi immemori che non se ne imbrocca più una memorabile, dato che non parliamo di Morricone e di commenti sonori ai film, ma dell'universo pop che, mi si perdoni la franchezza, non è un paese per vecchi. E questi dischi, che secondo me dovrebbero intitolarsi "Storie di ordinaria andropausa" ed essere prodotti dall'IMPS, potremmo pacificamente risparmiarceli proprio a salvaguardia dell'onorabilità di carriere più che blasonate. 
 ps: questa canzone (di cui non conosco il titolo e vedrò di farmene una ragione) è seconda per bruttezza solo al nuovo singolo pseudo-frocia-friendly di Laura Pausini che vecchia non lo è anagraficamente ma dentro, vecchia semi-decomposta, per la precisione già da quando aveva 17 anni e ha cominciato ad ammorbarci con le sue inutili purghe zuccherose.


martedì 22 marzo 2016

my name is Comi. Laura Comi.

Sentivo in tv che sti pozzi di scienza di europarlamentari tipo Laura Comi stamani sono tutti esperti di intelligence (parola che in qualsivoglia lingua la si coniughi per la maggior parte di loro rimane un mistero cosmico), tutti intenti a rifilare pagelle ai servizi segreti e alle polizie di questo o quel paese.
Ps: non vi stracciate le vesti per la loro incolumità, perché a settimana lavorativa abbondantemente avviata di loro pare non ci fosse praticamente traccia a Bruxelles o quasi ("altri impegni istituzionali". Già sentita, anybody?..). Tutti impegnati a fare gli esperti di spionaggio.
A casa però.