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ALTROVE (386) UN ALTRO GIORNO (117) QUI E ORA (68) NOTE (8)

martedì 21 luglio 2015

sei in ritardo, tesò..

La Corte di Strasburgo (che non è l'Unione Europea e che fa capo a molti più paesi che non quelli dell'Unione) ha condannato l'Italia per violazione dei diritti delle coppie dello stesso sesso, sottolineando l'aggravante che oltretutto parliamo dell'unica repubblica occidentale a non disporre di normative e leggi a riguardo.
Tradotto in italiano, l'ennesimo merdone di figura da repubblichetta arretrata e bigotta.
 Non ci giriamo tanto intorno: Renzi non legifera sull'argomento perchè un paio di partitucoli che hanno più inquisiti che elettori lo tengono completamente per i coglioni. E un premier che si rende ostaggio di quattro stronzi è un buffone. Senza assolutamente nient'altro da disquisire.

"..Halston, Gucci.. Fiorucci.."

ricordo che quando riuscì ad estorcere a papà con un piccolo stratagemma un giubotto di pelle nera e rosso fuoco di Fiorucci fui così felice da diventare matto.
 Lo mettevo sempre, compulsivamente, senza remotamente indugiare su altre ipotesi, altre opzioni, e quando si faceva caldo, mi si spezzava il cuore all'idea di dover dismettere il mio leather jacket di Fiorucci. E sfidavo il caldo finchè potevo.
Le Sister Sledge nel loro successo planetario He's the greatest dancer a un certo punto citavano Halston, Gucci, Fiorucci. E io avevo un fremito. Perchè avevo il leather jacket di quello la, di quello che persino le Sister Sledge citavano in una loro fantastica canzone.
Ciao Elio. Oltre all'eccellenza tutta italiana hai regalato a milioni di ragazzi come me qualche momento di frivolissima, glamourissima, sfiziosissima follia.
Sarei stato un po'meno me stesso senza quel giubbotto.
Oh, what? Wow.. he's the greatest dancer,,,

domenica 19 luglio 2015

specchio riflesso gne gne gne

Secondo Angela Merkel ai gay non dovrebbe essere permesso di chiamare le loro unioni "matrimonio". Se è per questo, Angelona darling, neppure il tuo di matrimonio dovrebbe essere chiamato matrimonio.
Dovrebbe essere chiamato "l'angolo del buongustaio". Bottino.

domenica 12 luglio 2015

il decreto bruciaculo

Un gruppo di sti pori mentecatti miracolati di Forza Italia, una ventina di senatori capitanati da Razzi (esatto: quel Razzi) tra cui Scilipoti (l'armata Brancaleone ci fa na sega) avrebbe confezionato una bella legge per il divieto di fumo in auto, con sanzioni pecuniarie piuttosto salate per i trasgressori e il ritiro della patente per i recidivi.
In un paese indietro come il cucco per per legislazioni su corruzione, evasione fiscale (ma quei mattacchioni dei discepoli di Berlusconi non ci sentono da quest'orecchio..), tutela ambientale, diritti civili, crimini d'odio, reato di tortura e chi più ne ha più ne metta, i nostri eroi si baloccano beatamente con sta cagata degna del governatore del Minnesota. Perchè la sigaretta costituisce un motivo di distrazione pericoloso. Che è pure vero. E io che fumo lo so benissimo.
Ma ogni volta che girando in macchina mi trovo in circostanze che mi fanno incazzare come la tigre di Mompracem, con gli stronzi che ti tagliano la strada, che non ti danno la precedenza, che non rallentano in prossimità delle strisce, putacaso due volte su tre chi guida è al telefono. E attenzione, mica sempre per parlare: spesso per messaggiare. E questa si che è una distrazioncina niente male. Altro che la sigaretta. E allora perchè non una bella leggina per vietare l'uso del cellulare? Ma poi, anche quando cambi canale alla radio perchè la sagra delle banalità di Fabio Volo a Radio DeeJay ti sta facendo venire il lupus, è una distrazione meccanicamente del tutto simile a quella dell'accensione di una sigaretta. No? E allora perchè non vietare le autoradio? Ma poi se ci pensi bene, anche prendere un Kleenex quando smoccichi come un bimbo dell'asilo nel bel mezzo di un incrocio è una bella distrazioncina. E magari quando scarti e mangi una merendina Ferrero: e allora un bel decretino per il divieto di Kleenex e merendine Ferrero in auto dici di no? E diciamocelo: alcuni si grattano il culo perchè nella carbonara di ieri sera c'era un'alluvione di pepe, e guarda che grattarsi il culo e le contorsioni che ciò comporta sono un bel problemino, in termini di stabilità alla guida. E allora perchè non un bell'emendamento sul bruciaculo?
Ma perchè, a proposito di culo, intanto non cominciate ad andarci voi, brutto branco di mezzi imbecilli inetti incapaci?

venerdì 10 luglio 2015

Omar d'Arabia

non ho mai amato particolarmente Omar Sharif. Ho sempre trovato la sua recitazione un filino enfatica, un po' paraculotta. Più da Bollywood che da Hollywood, per capirci. Ma il suo nome è legato a qualche bel pezzo di storia del cinema. E questo è fuori discussione. 
Che il cinema si sia innamorato di Sharif per le sue effettive abilità recitative o solo perchè la sua immagine di bel tenebroso con in più quel pizzico di mistero e esotismo fosse la cosa giusta al momento giusto questo non lo so. Ma di sicuro Lorenzo D'arabia, Il dottor Zivago, Funny girl sono la storia del cinema. E il protagonista di questo pezzo di storia del cinema è lui. 
Perciò rispetto.


domenica 5 luglio 2015

twitteristi sull'orlo di una crisi di identità..

i twitteristi erano tanto impuzzoliti con chi stava su Facebook, i "bimbominkia", bla bla bla e daje de hashtag. Ma vedo che sono ancora tutti lì ora che Twitter ne è l'esatta copia, con in più solo quella mastodontica rottura di coglioni dei 140 caratteri. 
Per non parlare di Instagram, che doveva essere il social delle foto-espresso scattate con smartphone e tablet e che invece è diventato il solito sudiciumaio impestato di aforismi di quel santone delle banalità di Fabio Volo e i vecchi detti romaneschi della Sora Lella o giù di lì. E grazie al cielo, direi. Dato che quando si tratta di foto realmente "instant" allora sono i soliti selfie-boccuccia del pisquame in fregola (Fabio Volo tutta la vita..). 
Piccolo particolare, ormai un post lo pubblichi tranquillamente da Facebook sia su Twitter che su Instagram. Perciò senza differenza alcuna. Tutto uguale: su Facebook, su Twitter, su Instagram. Sempre la stessa merda. 
Cari i miei twitteristi: Facebook è Facebook.


sabato 4 luglio 2015

Marte Nostrum

"io voglio solo un'Italia con meno tasse, più lavoro e meno immingrati" (Salvini stamani a Coffee Break). Ah, ecco!. E lo potevi dì subito..
Perchè noi pensavamo che sono  20 anni che voi della Lega Nord avete il culo piazzato in tutte le sedi di massimo potere: locale, provinciale, regionale, nazionale, europeo, stampa e tv.
E invece sei appena sbarcato pure te? Da Marte? E dillo, cazzo.. Avremmo allestito un bel Marte Nostrum in quattro e quattr'otto..

Cor micetto? Nun ce prova'..

giovedì 2 luglio 2015

concina Concita..

la stimo come giornalista. Su questo non si discute. Stimo Concita de Gregorio come giornalista. Ma come conduttrice del programma tv dedicato al premio Strega meriterebbe un altro premio: un pilone della Salerno Reggio Calabria in cui essere cementificata che così finalmente cessa quell'orribile cantilena a metà tra lo snob e il costipato, che l'emozione più calda ed emotivamente satura che riesce a comunicare è "cazzo, ma la mia assistente avrà fissato per l'ayurvedico?".
Affiancata da una comica (o almeno sedicente tale peccato che purtroppo se lo dica solo lei) con il risultato di alcuni siparietti di vero horror metal-gore, tanto il calore e la capacità di coinvolgimento. Finchè, a un certo punto LA LUCE: Lucarelli che finge con la consueta tecnica ricostruttiva dei suoi celebri programmi tv di indagare con tono solenne su questa scrittrice napoletana di cui nessuno sa nulla, neppure se sia realmente una scrittrice e non magari uno scrittore, o un gruppo di giovani che la incarnano letterariamente. E' così bravo che mi verrebbe voglia, se non fosse così caldo, di salire su un treno domani stesso, dirigermi negli uffici della casa editrice di questa misteriosa scrittrice (che scrive cose di cui non me ne batacchia un remotissimo cazzo che è un cazzo ma che voglio a tutti i costi sapere chi è perchè Lucarelli è stato come al solito mostruosamente bravo da ipnotizzarmi e incuriosirmi), sparare un paio di zampate preventive alla scrivania e urlare: ditemi chi minchia è sta grandissima zoccola perchè se le zampate comincio a darle a voi vi cappotto.
Ecco. Questo piccolo break di Lucarelli in questa mostruosità sconclusionata di cagata di programma è la sola cosa che mi ha trattenuto dal telefonare in piena notte al presidente Rai e urlargli: buttala fuori, cazzo: esiliala, occultala, falla sparire con metodi leciti, ma anche non. E mi sembra di sentirlo che con un tono che e' un misto di terrore e supplica mi urla: MA CHI? MI DICI CHI?
Ma come chi? La De Gregorio. La giornalista che stimo.

O' surdato 'nammurato (rapito e venduto)

la scomparsa di Davide Cervia è così volontaria (in realtà rapito e venduto a Libia o Iraq per la guerra del golfo in quanto super-esperto di armi da guerra iper-tecnologiche che quei beduini avevano i soldi e gli appoggi per possedere ma che non sapevano usare) che devono averci mangiato e gozzovigliato metà servizi segreti. Ecco perchè la moglie è stata fatta passare per matta.
E adesso che "la matta" ha fatto causa a DUE MINISTERI, io penso ancora di più che quella sia una donna con le strapalle, cosa che ho pensato dalla prima volta che Chi l'ha visto? se n'è occupato.
Un marinaretto congedato come addetto alle pulizie o qualcosa del genere (neppure la moglie poteva sapere niente, la avrebbe scoperta dopo, pezzo per pezzo, la verità su un marito che considerava una specie di bel soldatino innamorato e che invece era definito dal Pentagono un genio di altissima tecnologia bellica (tra i primi 5 al mondo) ma che non poteva dirlo neppure a lei, neppure ai figli. Come il sistema Stato si muova compatto quando c'è qualche magagna da occultare, da depistare, da spedire con una zampata lassù nel nulla cosmico è una cosa che mi fa accapponare la pelle ogni volta che nel programma se ne parla.
 Qualcuno dovrebbe scriverci un libro. Lo penso davvero. Perchè Il povero Cervia (probabilmente usato e poi gettato chissà dove e soprattutto come) desiderava così tanto abbandonare moglie e due figli piccoli (per i quali aveva lasciato quel fantastico lavoro, solo per loro..) per scappare con un altra (le istituzioni hanno sempre detto questo alla signora) da aver commissionato una gigantografia di loro due come regalo per l'anniversario di matrimonio che sarebbe stato celebrato pochi giorni dopo.. Pensa questi che sono stati capaci di rifilare a quella povera donna queste minchiate stratosferiche quanto debbano averci guadagnato, quanti soldi possono aver preso per arrivare a decidere deliberatamente di passare da scemi agli occhi di una gran donna che non avrebbe naturalmente creduto neppure per un istante a tutte le stronzate di cui l'hanno letteralmente imbottita, al punto da spingerla a far causa a ben due ministeri. Tutta sola contro due ministeri.
E' una storia contagiosa da quanto è conturbante. Qualcuno ne faccia un libro.
Il nostro genio militare innamorato lo merita.

mercoledì 1 luglio 2015

let's go crazy

"..ma dalle tasche di Berlusconi non sarebbe uscito soltanto denaro per convincere le ragazze a testimoniare il falso in aula di tribunale: l’ex premier avrebbe finanziato anche l’acquisto di case, spese mediche e doni “di elevato valore economico”. 
 Per un totale di oltre 10 milioni. 
Cioè, mentre arrancavano per arrivare a fine mese, gli italiani poveracci decidevano che a guidare il paese doveva essere uno che oceani di soldi li dilapidava per tacitare un plotone di baldracche. Questo è un paese sempre pronto all'impazzimento. Bene non dimenticarlo mai.


martedì 30 giugno 2015

(not) a perfect day,,

la cosa bella di una giornata a cazzo è che comunque finisce     


we are family, i got all repubblichette sovietiche with me..

che tristezza la solita esponente del PD che farnetica in tv di una fantomatica legge sulle unioni civili. Che tristezza anacronistica da repubblichetta ex-sovietica. Non solo siete vergognosamente indietro difronte alla storia, e la sentenza della Corte Suprema americana è lì a dimostrarlo, ma pure semplicemente difronte al comune sentire della gente.
Siete tristi quasi come La7 che ancora ritiene opportuno invitare Giovanardi, esponente di un partito che non esiste se non nelle aule giudiziare, a discutere di un argomento così importante.

domenica 28 giugno 2015

il ghiaccio è rotto..

la prima volta che ho partecipato a un Pride è stato un 28 giugno a Londra (veramente solo a Londra, mai in Italia).
Ricordo che il comitato organizzatore mi spedì alla testa del mega-corteo, perchè per una abominevole legge (age of consent) britannica di allora io potevo dichiararmi gay per la prima volta proprio quell'anno, a quell'età e non prima, per non incappare in guai con la legge (e non stiamo parlando dei primi dell'800, parliamo della londra di George Michael e dei Soft Cell). E perciò fui spedito tra gli "icebreaker". Perchè rompevo il ghiaccio.
Fui solo un pò crucciato all'idea di essere separato dai miei amici, ma alla fine della fiera ritrovarmi da solo in quel bolgione inverecondo rese l'esperienza ancora più adrenalinica. L'impressione che ebbi fu quella di essere coinvolto in qualcosa di grande, di importante: tanta gente, tantissima (e considera che allora al Pride potevano partecipare solo gli uomini, non le donne, e io da bravo supporter di Act Up ero a mia volta un separatista convinto, mentre proprio in quegli anni il dibattito donne si o donne no si stava facendo accesissimo) e uno spiegamento di polizia, in terra e in aria, da lasciare senza fiato. Fui colpito dalle rappresentanze: non credo sia facile comprendere cosa significasse per un giovane gay di provincia trovarsi circondato dalle rappresentanze dei "gay nelle forze armate", "atleti gay di arti marziali", "gay nelle poste britanniche", "gay dell'Eagle Club Harley Davidson"; per fare qualche esempio. L'impatto fu talmente forte da spaventarmi persino un po'.
Ma in realtà si trattò di una fantastica festa. Persino il solito acquazzone inglese in una giornata di sole rese tutto ancora più divertente. Quell'anno l'arrivo era a Hyde Park, non a Trafalgar come oggi, e lì iniziava la serie di concerti, feste, e tutto l'armamentario di contorno tipico dei Pride. A livello di consapevolezza, di autostima, di senso d'appartenenza fu una tale botta i cui effetti mi avrebbero accompagnato per il resto della vita. Importantissima.
Per l'occasione io e un carissimo amico che ora non c'è più, ci tatuammo l'un l'altro, con un pestifero attrezzo rudimentale, questo simbolo. Avevo deciso (da un pezzo, in realtà, ma in modo assoluto e definitivo in quella occasione) che quella parte di me non avrebbe mai più potuto essere occultabile. Dovevo avercelo marchiato sulla pelle. Se non si evincesse già abbastanza conoscendomi, da lì in poi doveva essere insindacabile che potevo essere pure tutte le cose più brutte del mondo, ma che comunque ero io. Ero così. E dovevo essere fiero di quello che ero. Qualsiasi cosa fosse. Se non sei convinto te che sia profondamente giusto, che sia sacralmente giusto essere quello che sei, qualsiasi cosa ciò significhi, come puoi pretendere che lo sia chiunque altro?
Questo è per spiegare ai soliti imbecilli che hanno sempre da sindacare sui Pride (e i culi, e i perizomi, e bla bla bla: anche io ne vedo tante di schifezze antiestetiche ed esibizioni inopportune, se solo metto piede su una spiaggia pubblica, ma mica chiedo di sgomberare) che di questo si tratta. Solo di questo. E credimi, affatto poco.

sabato 27 giugno 2015

sei un mito

Questa immagine l'avrete già vista tutti, talmente è diventata istantaneamente virale.
Ma perchè privarci di un altra bella occasione per imbrattarla di merda? Perchè peritarci?
Adoro la sottile ironia con cui praticamente chiunque in Italia abbia ne abbia corredato la pubblicazione praticamente su ogni social network: battute deliziose, sarcasmo venefico, ironia al vetriolo: tutto molto funny. Ma non è il mio stile, ed è proprio ad esso che intendo continuare ad attenermi: perciò caro silos pieno di escrementi, caro il mio barilone di merda, caro il mio portabandiera nella blasonata Bottino Parade della cara amica Kasta Diva, caro il mio pingue coniuge mordi-e-fuggi a Las Vegas come Alberto Sordi, solo una cosa: sei un mito assoluto.
ps: adesso attendiamo solo l'invito ufficiale a Povia per il tradizionale concerto natalizio alla Casa Bianca.


venerdì 26 giugno 2015

l'eredità di Sylvia..

è stata una bella giornata. E sono sicuro che sarà un bel weekend.
 Ed è bello vedere le immagini che arrivano dal locale, lo Stonewall Inn di New York, dove tutto ebbe inizio, dove veramente tutto ebbe inizio, proprio con quella che viene ricordata come la sommossa di Stonewall.
Da quella notte tra il 27 e il 28 giugno del '69, grazie ad una trans che reagì all'ennesimo blitz della polizia tirando una bottiglia in faccia ad un agente urlando "ci avete trattato come merda in tutti questi anni: adesso tocca a noi.." accendendo così la miccia di una rivolta che si propagò istantaneamente come un incendio e che durò tre giorni, nulla fu come prima.
Quella bottigliata di Sylvia Rivera avrebbe cambiato il corso della storia dei diritti civili negli USA prima, e in tutto il mondo occidentale subito dopo.
Oggi Sylvia sarebbe orgogliosa, se non ci avesse lasciato tre anni fa. Voglio dedicarle questa immagine scattata proprio oggi e proprio davanti al leggendario Stonewall.
Guarda Sylvia: l'atmosfera non è esattamente la stessa di quelle sere. Guarda che gioia.
Te la dedico con immensa gratitudine, a te per quella fantastica bottigliata, e a tutti gli Stonewall Veterans.  Ovunque voi siate, Happy Pride.

"lasciatemi cantare perchè ne sono fiero.."

oggi che la Suprema Corte ha fatto carta straccia di un abominio che solo sino a qualche anno fa davamo per scontato, come se fosse il normale stato delle cose, ovvero che alcuni hanno dei diritti altri no, e mentre ormai ho le bacheche Facebook e Twitter completamente infestate (nel senso di "in festa") dai colori dell'arcobaleno perchè tutti i siti, blog e pagine del mondo stanno pubblicando la storica notizia a tambur battente (magari accompagnandola con quel "l'amore vince" twittato da Barak Obama), proprio in questi momenti, dicevo, ho la netta e disarmante sensazione di vivere in un paese piccolo, provinciale, arretrato, ormai drammaticamente avvitato su se stesso e le proprie meschine miserie: Salvini, i rom, il family day, le seghe nel programma scolastico e tutte le patetiche zozzate di livello realmente così infimo di cui sono infarciti stampa, tv e mondo dell'informazione in genere. Nel weekend che per me, per noi, dovrebbe essere quello dell'orgoglio, della fierezza, della determinazione nel pretendere assoluto rispetto per ciò che si è, qualsiasi cosa sia, annaspo e faccio fatica a trovare un appiglio per sentirmi fiero, orgoglioso.
Di sicuro, non di essere italiano.

giovedì 25 giugno 2015

o' vasino nnammurato..

vincendo un po' di istintiva ritrosia nei confronti di qualsivoglia tipo di sguerguenze, confesso che anch'io sono ricorso spesso a quelle piccole icone (faccine sorridenti, faccine imbronciate, faccine di cazzo etc) che questo social network mette a disposizione a complemento di un post o di un commento. Mi capita infatti di esprimermi a volte in modo un po' brusco, e succede di frequente che una battuta scherzosa faccia pensare a qualcuno che io sia incazzato lezzo mentre invece sto appunto solamente scherzando. E, senza indulgere troppo in pupazzetti, orsetti, gattini, tortine e amenità varie, senza ombra di dubbio una faccina sorridente o un occhiolino o qualsiasi altra di queste chiaviche di disegnini può essere d'aiuto al fine di chiarire gli intenti. Oltre a risultare comodissima quando non te ne frega uno stracazzo di rispondere, e per pura cortesia ti prendi giusto il disturbo di cliccare su una di queste minchiate.
Adesso però quando clicco sull'icona che dovrebbe aprirmi il ventaglio di scelte, mi appare la scritta "biscottino innamorato":
 Ora: a parte tutte le sudiciate turpi che possano balenarmi per la testa leggendo le parole "biscottino innamorato" (divieto assoluto di divagare sull'inzuppo), e prima di trovarci a dover scegliere tra i trottolini amorosi du du da da da, mi chiedevo caro Zuckemberg se non stessimo per caso tutti un po' cagando fuori dal vasino. Innamorato.

mercoledì 24 giugno 2015

apertissime..

i giornali e i tg di oggi erano letteralmente impestati da questa fantastica notizia dei vescovi che nel prossimo sinodo "apriranno" ai gay.  Ora: dai un'occhiata alla foto. Fatto?
E allora prova a immaginare quanto possa non fregarmene un faraonico stracazzo dell'apertura di questi qui.

lunedì 22 giugno 2015

il pranzo è servito

oggi inizia quel lerciumaio di cosa in Cina che non voglio nemmeno nominare, e soprattutto, come ho già detto spesso, non voglio VEDERE (e chiunque me le faccia trovare sotto il naso lo faccio fuori senza un istante di esitazione come ho sempre fatto fin'ora).
A parte il piccolo dettaglio che io personalmente il problema lo risolverei con le armi chimiche senza indugio alcuno, voglio solo aggiungere che sono orgoglioso che il governo del mio paese non abbia proferito verbo su questo abominio.
Orgoglioso perchè ciò rafforza la mia convinzione che l'Italia attualmente sia governata da un branco di poveracci che hanno cominciato a fare politica dopo averne provate di tutte coi programmini ultra-trash delle favolose reti Mediaset.


domenica 21 giugno 2015

la storia di Roma

Ieri a Roma avere manifestato contro la storia. Ma la storia, tanto per cambiare, non ha prestato molta attenzione.

Adinolfi e fortunatissima consorte.