LABELS

ALTROVE (554) UN ALTRO GIORNO (171) QUI E ORA (90) NOTE (8)

lunedì 27 febbraio 2017

prima gli italiani. Ma non quelli da Oscar.

Sul make-up artist italiano che ha dedicato l'Oscar ai migranti, il solito Salvini non ha voluto privarci della perla di saggezza quotidiana: "facile fare i buonisti col portafoglio pieno". 
Già. Facile quasi quanto fare gli assenteisti col portafoglio pieno.

domenica 26 febbraio 2017

tempo scaduto

Dj Fabo era un ragazzo sportivo, che naturalmente amava quella musica che proprio grazie al lavoro di DJ gli permetteva di viaggiare, di conoscere gente, di vivere la vita a polmoni pieni. Poi un incidente e Fabo è diventato cieco e tetraplegico. E non vuole più vivere. 
 Oggi è arrivato in Svizzera dove probabilmente riuscirà ad esaudire il suo desiderio di porre fine a quella che legittimamente reputa una vita che non vale la pena di essere vissuta, non così, non con tutta questa sofferenza, non incatenato a delle apparecchiature, al buio. Per sempre. 
Probabilmente ce la farà. Ma una cosa è certa: Fabo non morirà a casa sua perchè intere classi politiche completamente ostaggio di fanatismi religiosi che ancora riescono vergognosamente a lordare la laicità di questo Stato non sono mai state e tutt'ora non sono capaci di produrre una legge sul fine vita a stabilire una volta per tutte che la vita, ancor prima che sacra, è nostra. Solo nostra. Non di un sovraddobbato club di eccentrici signorotti di una certa età ricchi, privilegiati, non indaffaratissimi, che dal sedile posteriore delle loro lussuosissime vetture con chaffeur decidono che Fabo non può scegliere, mentre un altro gruppo di signorotti ricchi, privilegiati, non indaffaratissimi, appecorati sul sedile posteriore delle loro auto con chaffeur reputano opportuno non contrastare i capricci pseudo-mistici dei primi. 
 E io, oltre ogni ragionevolezza, davvero non capisco perchè.


Mo basta.

dal mio Facebook, 26 febb 17
Non sono solito togliere le amicizie. Quando qualcuno è particolarmente prolifico in favate mi limito ad usufruire della miracolosa funzione "non seguire". Così evito scortesie, quella persona non noterà che le ho tolto l'amicizia perchè di fatto non gliel'ho tolta, non visualizzo più le sue scempiaggini (occhio non vede cuore non duole) e vissero tutti felici e contenti. Ma c'è un ma.
Ho deciso che da oggi ogni volta che leggo qualcosa di anche solo remotamente razzista, sessuofobo, omofobo, islamofobo e tante altre cose con quella declinazione ma che potremmo agevolmente sintetizzare in un unico termine, merdaio, me li levo dai coglioni. Fine della festa. Intendo proprio quei poveri cretini che a un certo punto tirano fuori la parola "buonisti" per definire coloro che non sono dei poracci terra terra come loro. Quelli che si sgolano con la bava alla bocca in difesa delle nostre radici cristiane, salvo che Papa Francesco preferirebbe partecipare a Master Chef piuttosto che avere a che fare con feccia come loro.
E io, che buono e buonista non lo sono neanche un po, ho comunque deciso di cominciare ad essere "cattivista" proprio da loro, innanzi tutto scendendo al loro favoloso livello cloaca, diventando razzista come loro, reputando proprio loro, e dal profondo del mio cuore, dei poveri ignoranti, incolti, mediamente sgrammaticati (che mica giustifica: chiariamo subito che io ho la terza media e ho pure arrancato per averla) e propensi a farsi rifilare bufale da qualche politico che almeno ha la paraculaggine di diventarci ricco sulla credulità di questi beoti, mentre loro continuano a sguazzare felici e beati nella poraccitudine più assoluta: gratis. Cioè, Vanna Marchi era un'eroina da venerare al confronto dei poveri scemi che compravano le sue alghe miracolose, se capisci cosa intendo.
I sociologi e i più blasonati osservatori sostengono che questo accada in tempi di crisi, di recessione, e che ciò ne sia una diretta conseguenza, cioè poracci in pieno soprassalto di poraccitudinne che inveiscono su altri poracci semplicemente perchè sono entrambi poracci. Io penso che questa sia merda allo stato puro e che gli ottusi, i bigotti e gli ignoranti siano sempre esistiti, come scrissi all'indomani dell'elezione di Trump quando tutti davano la colpa a sto cazzo di estabilishment. Invece io penso che succeda solo che ciclicamente salti fuori qualche personaggio che ha l'indecenza (e, come dicevo, la paraculaggine) di ridargli cittadinanza e questi, finalmente sdoganati, rialzano la cresta. Niente di nuovo sul fronte occidentale, davvero.
Ma se in passato io ho dovuto, per criteri puramente sociali, per pacifica convivenza, per motivi professionali o chissà cos'altro, sopportare la presenza nella mia esistenza di persone sgradevoli, hai presente la fidanzata imbecille di un caro amico, beh, a questo punto ritengo di non aver più motivo per sporcare di escrementi la mia le mia vita, che sia quella di tutti i giorni o quella virtuale (che comunque, inutile negarcelo, ha la sua importanza, oggi come oggi) che, bene ricordarlo, è una sola, senza vuoto a rendere. E non vedo un solo motivo al mondo per cui dovrei immolarmi al merdaio vita natural durante. Voglio concedermi il piccolo favoloso lusso di poter scegliere un po, di essere un po razzista con chi io reputi troppo in basso, troppo sotto, troppo indietro. E voglio anche ringraziare ogni singolo giorno i miei genitori, la mia indole, i miei fratelli, la Madonna, i sette nani o chiunque abbia contribuito a donarmi l'immenso privilegio di essere una persona aperta. Che umanamente ha a sua volta le sue antipatie e le sue intolleranze, ma che vivaddio propende per grattare un pochino più a fondo di miserie nere tipo "i clandestini negli hotel a 5 stelle e gli italiani al freddo" (oh pietà!), e immagina che risate sentirlo dire a un buon numero di miei concittadini che sti clandestini non so dove cazzo li abbiano visti se non nelle loro testoline cattive e malate dato che qui non ve n'è traccia, e magari ce ne fossero, che non succede mai uno stracazzo di un cazzo di niente e, per carità, va benissimo così.
In una cosa questi cavernicoli sono bravi: nel fare rumore, nel farsi sentire, nel disturbare. Ma in realtà so benissimo che in questo paese sono tanti, tantissimi, immensamente di più quelli che tacciono e magari stanno a testa bassa a fare volontariato (questo si uno dei vanti italiani), che si mettono a disposizione, che cercano di comprendere, che pretendono da chi li rappresenta nelle istituzioni delle risposte e delle soluzioni meno sbrigative, non scorciatoie, non la sceriffaggine che questi mentecatti suggerirebbero. E che, non temere, quando arriva il momento che la misura è colma sanno pure dire basta. E' sempre stato così e sarà così anche sta volta.
Ma nel frattempo tesori miei, fuori dalle palle. Non so cosa vi abbiano fatto da ritrovarvi ad essere così incattiviti, rabbiosi, astiosi al limite della sociopatia. Ma qualsiasi cosa sia, non è colpa mia. Perciò da oggi i muri li erigo io. Da oggi il fatto che facciate schifo al cazzo intendo metterlo in pratica eclissandovi nel buco del culo dell'umanità dove è giusto e garbato che restiate.

martedì 21 febbraio 2017

notte Bianca

non siamo tutti esperti di tutto. Anche gli eccellenti fanno bene solo alcune cose e malissimo altre. 
Ed è così che stasera io ho appreso che Bianca Berlinguer è totalmente incapace di intervistare un personaggio del mondo dello spettacolo. 
 E che Fiorella Mannoia, oltre ad avere una voce che io reputo veramente brutta, è pure simpatica come una colonscopia.


lunedì 20 febbraio 2017

vana glory..

A prescindere dal nocciolo della questione, volevo solo ricordare agli amici de Le Iene, visti i toni da predicatore evangelico del Wyoming e la sarabanda di doppi sensi sulla parola "culo" usati nel servizio andato in onda ieri sera (con protagonista un nostro concittadino), che noi gay non abbiamo l'esclusiva dell'utilizzo di quella specifica parte anatomica nelle pratiche sessuali. Questo è un copyright di cui non disponiamo.
Perché a me risulta da fonti bene informate (diciamo così) che del culo facciano generoso uso anche molte signore e, a dire il vero, anche molti maschi eterosessuali, tipo quando vanno a trans. E ci vanno tantissimo. Almeno di non volerla fare ancora lunga con la solita favoletta del "vado con le trans perché sembrano donne".
E perciò quando vi sperticate in raffinati doppi sensi con la parola cul-tura, ricordate che il rischio è quello di rivolgervi ad un oceano di intellettuali.
ps: e grazie per il siparietto didattico della lezioncina su cosa sia un glory hole. Se è vero che i siti porno registrano miliardi di contatti (ed è vero) allora sospetto che più o meno un'idea già ce l'avessimo tutti.

sabato 18 febbraio 2017

Law & Order

Atteniamoci ai fatti. In termini di uso e abuso di droghe, il proibizionismo non ha disincentivato un solo essere vivente al mondo, visto le folle oceaniche di gente di ogni estrazione sociale che continuano a farne beatamente uso specie nelle fasce più giovani della popolazione (ma assolutamente non solo). L'unico risultato tangibile di questa scuola di pensiero sono le mafie più trucide sempre più ricche e pasciute, oltre naturalmente allo scapicollo di quattrini che dilapidiamo in indagini, processi e carcerazione di quattro spacciatori sfigati senza fra l'altro che il problema venga minimamente scalfito. 
 Io non so quanto facciano male. Secondo me, specie quelle normalmente definite "leggere", assolutamente un cazzo di un cazzo, e comunque non più di quanto facciano male molte altre cose perfettamente legali. Ma ammesso che facciano malissimo, allora è evidente che ci sia tanta gente che voglia farsi malissimo. E questo non lo risolvi carcerando i quattro sfigati di cui sopra, viste le cifre da capogiro dei consumi nonostante l'illegalità. 
Quelle che ho appena scritto sono delle tali ovvietà che mi imbarazza persino averle scritte. Ed è perfettamente lampante che chi dice altro dica cazzate (vetuste e ideologiche) fuori da ogni ragionevolezza. 
Sarà mica l'ora di provarne un'altra? (non di droga. Di via).


giovedì 16 febbraio 2017

basta la parola..

il Dipartimento di Sviluppo (sviluppo?) Islamico della Malesia ha deliberato che i gay si curino col digiuno, per diventare dei bei maschioni etero. 
Oggiù, possiamo mica star sempre a brontolare. Guarda gli aspetti positivi: sarà la volta buona che faccio un po di dieta. Che fra poco c'è la prova costume. 
(ma intanto, cos'è di preciso sta regolina che chiunque apra la boccuccia fetida per pronunciare la parola gay sia sempre puntualmente in procinto di sparare una cagata inverenconda persino peggiore di quella sparata in precedenza da qualcun altro, in un affannoso delirante crescendo di favate intergalattiche, in questa misteriosa olimpiade della minchiata cosmica in cui tutti smaniano di accaparrarsi un medagliere da far impallidire Michael Phelps?)



mercoledì 15 febbraio 2017

mortisezione

Per la cronaca, urge ricordare che è il PD (con l'aiutino di quei quattro poracci che fanno capo a Half-ano e i reduci del partito del pappa di troioni da combattimento più famoso del mondo) che ha prorogato di tre anni la sperimentazione su animali dei danni da abuso di fumo, alcol e droghe. Cioè, in una parola sola vivisiezioe. Il medioevo della scienza. Coi soldi pubblici.
Chi li vota è come loro.


martedì 14 febbraio 2017

que es fantàstica esta fiesta..

A giudicare dalla quantità di spot di profumi che ho visto in questi giorni ci sarebbe da sospettare che molta gente pensi che il proprio partner puzzi un po. Scherzi a parte, forse è solo quello che non va. Tramutare tutto in un'occasione per sperperare quattrini in cazzate. Perché poi veramente non vedo cosa ci sia di male nel "celebrare". Dovrebbe essere Natale tutto l'anno, dovremmo dimostrare l'amore al nostro partner tutto l'anno, dovremmo rispettare le donne tutto l'anno. Ok, non ci piove. Ma possiamo anche racchiudere tutto questo in un'unica data, in un'occasione un po speciale in cui questi sentimenti vengano celebrati. Sono piccoli riti, piccoli break al tran tran di sempre che magari non servono granché all'amore e al rispetto universale ma di sicuro servono a smorzare un po la routine di una vita di tutti i giorni che per la maggior parte di noi comuni mortali non è particolarmente emozionante. In attesa del giorno (secondo me piuttosto lontano) in cui saremo tutti forsennatamente buonissimi, rispettosissimi e innamoratissimi 365 giorni l'anno, passare una serata carina a mangiare due spaghetti insieme bah, perché no. Non servirà a risolvere i problemi del mondo, ma di sicuro non fa male alla salute. È un po ipocrita? Forse. 
Ma è l'amore stesso ad essere intriso di piccole ipocrisie. E se non hai capito questo allora auguri. Ma non diamo la colpa a San Valentino.


giovedì 2 febbraio 2017

Giulia bella figheira

Giulia Innocenzi, giornalista intelligente e non priva di una qualche scaltrezza, è nota per la sua predisposizione ad erigersi a paladina di alcune cause, in genere sacrosante e che in genere ho decisamente condiviso. Ma a quanto pare a sto giro non ha resistito alla tentazione di autoproclamarsi avvocato delle cause perse a difesa di Bello Figo, appresso al quale secondo me stiamo tutti perdendo anche troppo tempo, compreso me in questo preciso istante. Ma vabbè. 
Il fatto: la Innocenzi posta una richiesta al ministro degli Interni Minniti, corredata da una sua foto che la ritrae accanto al colosso del rap (oh please) visto che quest'ultimo sta annullando concerto su concerto non perchè, come ingenuamente ci saremmo illusi, non esista anima viva dal quoziente intellettivo così miserabile da volersi sorbire una roba del genere, ma per le ripetute minacce, in genere provenienti dai soliti ambienti di estrema destra, per intenderci quelli che beati loro pare non abbiano altri cazzi di cui occuparsi se non gay e canzoncine, minacce peraltro ritenute attendibilissime, finendo letteralmente sommersa da uno tzunami di ingiurie e insulti estremamente offensivi, che definire misogini e razzisti è un grazioso eufemismo, in genere provenienti dagli ossessionati dai phroci e dalle canzoncine di cui sopra, che naturalmente non vanno per niente bene e ci mancherebbe, a seguito delle quali decide di querelare ogni singolo hater risalendone all'identità dagli account social degli stessi, pubblicando screenshot dei commenti con in bella vista proprio nome e cognome dei mittenti. 
Ora, Giulia carissima. Il signor Bello gode di tutta la libertà di espressione che vuole, questo paese gliela garantisce e io personalmente ne sono fiero. Ma se decide di fare il provocatore di mestiere, vomitando merda e intendo proprio merda, sterco, cacca, deiezioni, e questa merda fa incazzare qualcuno, allora abbia almeno la decenza di non aspettarsi la scorta, che paghiamo noi e paghiamo volentieri, ma per chi si espone per cause un fischiettino più importanti di capolavori pop del calibro di "La scopo in bocca" e "Non pago affitto". 
Se la sbrighi lui, se non le dispiace. E lei torni di corsa ad occuparsi (egregiamente e coraggiosamente) di allevamenti intensivi.


martedì 31 gennaio 2017

right on target

Cari terroristucci più o meno islamici, visto che in genere uccidete e fate soffrire dei poveri innocenti, perché per un cazzo di volta non ci fate un regalino e provate a prendere meglio la mira?


l'innominato

E niente, Salvini. 
 Stavamo ancora aspettando il tuo solito tweet-proclama sulla strage di ieri in Canada (magari con un saltino al volo per un selfie) ma niente, non arriva niente. Sarà mica perché a far fuoco è stato un fan di Trump e Le Pen? 
Se mi soffermo un secondo a pensare che anche solo un centesimo delle tasse che paghiamo possa finire nelle tasche di feccia umana come te sarei tentato di optare per l'obiezione fiscale. 
 Ps: fan di Trump e Le Pen. A te non ti caga proprio nessuno. Nemmeno i sociopatici razzisti populisti della tua stessa risma.


venerdì 27 gennaio 2017

la feccia

Memoria che non è mai stata così offuscata. 
Con l'auspicio che almeno per un giorno i razzisti di ogni ordine e grado se ne stiamo rintanati nelle fogne dove è appropriato che stiano. Specie i peggiori di tutti: quelli del "io non sono razzista ma..". Ma quale cazzo di ma? La vera feccia del pianeta siete voi: l'ignoranza, la rabbia con la bava alla bocca, la grettezza, l'arretratezza, l'incapacità di guardare più in là di un palmo dal proprio buco del culo. 
E stare sereni: il vento fetido che sta tirando in questi giorni cambierà. È la storia che lo dice. 
È la memoria che lo dice.


mercoledì 25 gennaio 2017

Father and Son. (e se è possibile anche l'amichetto del son, grazie).

andavano con ragazzini dai 12 ai 17 anni in cambio di qualche spiccio, un paio d'occhiali taroccati, una ricarica. Avveniva a Milano, e si tratta di nove tra imprenditori, operai, liberi professionisti, commercianti, padri di famiglia: e allora forse, specie questi ultimi, vedrai che in realtà andavano a conoscere gli amichetti dei loro figli per assicurarsi che non frequentassero cattive compagnie. 
E voi subito a pensare male. E' una cosa che tutti i bravi genitori dovrebbero fare. 
Che padri esemplari, che sani valori da trasmettere ai figli, che guide insostituibili per dei ragazzi che attraversano un età così delicata. O no? 
ps: I figli ai gay? Giammai! Che poi diventano ricchioni. 
Che al confronto di ciò che possono diventare i figli dei padri pedofili è oro..


lunedì 23 gennaio 2017

no profit

ho capito che quello di Melania per Donald Trump non dev'essere stato amore a prima vista. Anche perchè quando se l'è sposato lui era già il bottino inguardabile che è adesso. E considerato che quel bifolco non è neppure particolarmente simpatico men che mai un pozzo di scienza, credo che le armi di seduzione sfoderate per conquistare la bella slovena siano state decisamente altre. 
Ma anche la santarellina Jaqueline non è che si svegliasse la notte singhiozzando per il fatto che Kennedy (se non altro decisamente più bello e affascinante) appartenesse ad una famiglia ricca e potente. Sarà un caso che la vedova inconsolabile finì col consolarsi tra le braccia incartapecorite di quel vecchio sarcofago di Aristotele Onassis, brutto come lo spavento ma che aveva tanti di quei quattrini da non sapere neanche più dove metterli? 
E chiamale sceme. Caso mai siamo noi a non averci capito un cazzo. Se ci fossimo fatte tutte un po più mignotte almeno una volta nella vita non è che ci avrebbe fatto male alla salute, temo. 
E invece tutta beneficenza.


sabato 21 gennaio 2017

Donald Duck for president

tanto per intenderci, dal sito della Casa Bianca sono già sparite le sezioni dedicate ai diritti civili, al surriscaldamento globale e alla comunità LGTB. Perciò intanto complimentiamoci con gli americani ignoranti e bigotti che, evidentemente ottenebrati dai grassi saturi che s'ingozzano, hanno tramutato in realtà il brutto film del Paperone razzista evasore trafficone e puttaniere che diventa presidente.
Cioè, il sogno americano.
ps: e smorzate sta cazzata di cantilena che con i terremoti e le le slavine stiamo a preoccuparci di Donald Trump. Aspetta che ci presenta il conticino delle spese militari per la difesa, cosa che peraltro smania di fare, e poi vediamo se ci riguarda o no.

oui, je suis Catherine Deneuve. O no?

Quello che però mi sfugge è chi cazzo vi ha detto che Charlie Hebdo fossero gli illustratori ufficiali delle Edizioni Paoline. La ferocia della loro satira credo sia ampiamente testimoniata dal fatto che nell'oceano di autori di satira in lungo e in largo il globo terrestre, chi è stato fatto zompare per aria siano proprio loro, deduco non perché pubblicassero barzellette birichine. Allora quando eravate tutti Charlie Hebdo andava bene la ferocia della loro satira indirizzata al mondo islamico, mentre ora va meno bene perché indirizzata, pur in modo un po macabro, alle nostre malefatte. 
Mi viene il sospetto che quando eravate tutti improvvisamente diventati Charlie Hebdo non vi foste mai presi il disturbo di capire di cosa cazzo stessimo parlando (e nel caso di alcuni di voi aggiungerei tanto per cambiare) il che mi suggerirebbe di consigliarvi di avere la decenza di starvene zitti e buoni adesso. 
Perché vorrei ricordarvi che nelle scorse ore noi avevamo un imbecille che da vent'anni rappresenta le povere istituzioni di questo paese che vagava per gli studi televisivi (anziché starsene a fare il lavoro per cui lo paghiamo profumatamente, ari-tanto per cambiare) con dei grotteschi moon boots ai piedi. E ora venite a dirmi che i vignettisti francesi hanno esagerato. Noi riusciamo puntualmente a produrre un tale schifo ben oltre ogni più fervida creativa immaginazione degli autori di satira. 
 Je suis stocazzo'.


domenica 15 gennaio 2017

instantanea-mente

dal mio profilo Facebook:
Non ho mai fatto mistero del fatto che ritenga Facebook un mezzo potentissimo, con i suoi pro (molti) ed inevitabili (insomma, alcuni evitabilissimi ma vabbè) contro. Tra l'altro veramente magnifico da un punto di vista tecnico, con una gamma praticamente sconfinata di funzioni e opzioni che la maggior parte di noi neppure conosce e che le altre piattaforme possono solo sognarsi. 
Ma c'è una cosa che m'intriga di Instagram, rispetto a Facebook. Io uso questo social (Facebook, ndb) con tono confidenziale, come se stessi parlando a delle persone che conosco, se non proprio con amici, con gli stessi identici argomenti che con chi conosco userei in un bar o su una panchina in piazza. Una volta parlo di cazzi miei, una volta scherzo un po sui cazzi tuoi, a volte un po di politica, un gossip su qualche personaggio del mondo dello spettacolo, un po di musica. E naturalmente qualche testimonianza di ciò che occupa una buona parte della mia vita, cioè il mio lavoro con il randagismo e la mia unione civile con i miei "coinquilini" a quattro zampe, ma giusto un po, perchè ho un'apposita pagina per quello. 
Poco più di tutto ciò e, appunto, tutte cose di cui parlo regolarmente con gli amici, con lo stesso tono e lo stesso approccio anche se naturalmente molti dei miei "amici" Facebook non ho la più pallida idea di chi cazzo siano, ma fanno comunque parte del "parterre" e tra l'altro l'hanno scelto loro, dato che io non chiedo amicizie. E perciò si ciucciano i toni e gli approcci che preferisco. Altrimenti si sbagagliano dai coglioni. 
Ma tornando a Instagram, complice il fatto che uno dei miei account, quello che uso di più (il mio personale in genere langue un po), ovvero @Orbetellove, è di natura non personale, è neutro, è al di sopra e al di fuori delle parti, allora ne approfitto per sganciarmi dall'onere di seguire le stesse persone che seguo qui (molte le seguo comunque) per avventurarmi in un mondo che non conosco e per giunta solo tramite l'uso delle immagini, dato che per fortuna ancora molti si attengono alla mission originale di Instagram che sarebbe solo quella di pubblicare istantanee della nostra vita, pubblicate espresso, senza tante divagazioni se non qualche sintetica indicazione generale, e soprattutto senza quelle cagate di massime, di aforismi, di catene etc, e invece conoscere, scoprire, capire, sollecitare un po della mia curiosità sociologica, se mi passate il farragginoso termine un po tronfietto, solo dal flow quotidiano delle immagini.
Il ragazzo ebreo che vive in Germania e che finalmente si gode, tappa per tappa, la sua agognata vacanza israeliana, con i suoi luoghi, i volti, i riti, le emozioni; 
o la bellissima modella bruna con i capelli afro ed i suoi progressi di scatto in scatto, di sessione in sessione, di fotografo in fotografo, vedendola crescere, migliorare, avvicinarsi a dei livelli di fotogenia ora si veramente professionali; 
o il giovane culturista che sorride, che più si fa il culo (e che culo, ma questa è una mia considerazione..) e più ride, con un entusiasmo con cui riesce a contagiarmi da migliaia di chilometri di distanza, al ragazzo che si sente un modello, un vero modello (pure bruttarello e rachitichino, pora stella) ma vivendo questa cosa in un tale stato di grazia che semplicemente commuove, con questa sequela infinita di foto con addosso dei capi non esattamente freschi di atelier, circondato da location periferiche colombiane che se scelte da un istrionico e isterico art director avrebbero un loro perchè, ma che in questo caso sono semplicemente le uniche disponibili aggratis, e avanti così. 
Non mi conoscono. Quella sigletta (Orbetellove, appunto) a loro non dice assolutamente un cazzo, non sanno se sono uomo, donna (ma comunque siamo versatili, fratè) vecchio, giovane, un parroco o un puttanonte. O più semplicemente un operatore turistico. E perciò molto "neutramente" ogni tanto gli regalo pure un commento, in genere lieve, in punta di piedi, perchè sto commentando a nome di Orbetellove (un'entità, diciamo) e un po formale: "complimenti" "bel progresso" "lovely" "interesting". Quando invece la familiarità che finisci con l'acquisire è tale, di giorno in giorno, di scatto in scatto, di mese in mese, che avrei voglia di dirgli: su però, sempre così tamarri voi colombiani: quei pantaloncini sono un incubo; 
attenta: sei borderline tra l'essere seria e solenne che va bene o tetra come una vedova vietnamita, con l'impulso di gridarle "seria fuori, ridi dentro", come faccio spesso. 
Oppure, mi hai scassato il cazzo co sta grisaglia, sei ancora giovane, non un figaccione ma pur sempre gradevole, perchè ste tristezze all'inglese che sono il corrispettivo maschile dei tailleur della Pivetti? Che ok che sono il tuo stile e va benone, ma che però a volte puoì anche un po sbrigliare, destrutturare. 
A volte mi irrito persino un po, a volte rimango un po deluso, a volte mi brillano gli occhi quando l'azzeccano in pieno. Eppure non li/le conosco ne mai lì/le conoscerò. Subentra quel senso di confidenza, di intimità che neppure con gli amici veri, qui su Facebook. Perchè le immagini puoi interpretarle come credi, puoi viverle e dar loro la vita che vuoi, quasi con creatività, perchè l'assenza di parole (specie l'alluvione di fetecchie che, permettetemelo, scriviamo qui (Facebook, ndb)) facilita la curiosità ed esclude l'intolleranza. 
Twitter lo vivo in modo passivo, cioè non interagisco granchè, lo sfoglio quasi come un giornale (dai un'occhiata a questo post e immagina quanto può starmi simpatica la cosa dei 140 caratteri..), Facebook per quello a cui serve è perfetto così.
 Ma Instagram mi porta via per qualche minuto, mi solleva e mi catapulta ora a Tribeca, ora a Guadalajara Puebla, ora dentro l'automobile di servizio di un giovane poliziotto indonesiano. And i just find it lovely.


Orbetellove Instagram

mercoledì 11 gennaio 2017

ah signora mia, guardi..

e senti: quand'è sbarcato di preciso quello che ha dato fuoco alla ex fidanzata? E quello che ha aperto il cranio di papà e mamma per i brutti voti? E quello che ha aggredito un primario con la soda caustica per gelosia? E quello che ha sparato tra la folla e per un pelo non ha fatto saltare il cervello a una bambina a Forcella? E quello che ha sfregiato con l'acido e reso quasi cieca la bella Miss perchè era stato lasciato?
Questi immigrati musulmani cominciano a essere davvero un grosso problema.

sabato 7 gennaio 2017

psycho killer

e perciò. Se è potuto entrare in un aeroporto e far fuoco significa solo una cosa: che un disturbato mentale aveva una pistola. E che i disturbati mentali in America possono comprare una pistola con la stessa facilità con cui comprano il Dixan per capi delicati. E che con l'arrivo di Mister Riportino d'Oro la situazione non migliorerà di sicuro, anzi. E che noi italiani in effetti un po imbecilli lo siamo. Ma voi, cari americani, ci battete a cazzo ritto.